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Microsoft recupera il calo del 25%: il backlog cloud da 678 miliardi cambia il quadro

Il titolo Microsoft ha azzerato il calo annuo dopo i conti: cloud +27%, ricavi +18% e backlog da 678 miliardi sostengono il rimbalzo.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Microsoft recupera il calo del 25%: il backlog cloud da 678 miliardi cambia il quadro

Il titolo di Microsoft ha cancellato il ribasso che pochi mesi fa superava il 25% da inizio anno, sostenuto da conti trimestrali più forti del previsto e dalla domanda legata all’intelligenza artificiale. A Wall Street il titolo scambia a 495,63 dollari, in rialzo dello 0,65%, dopo un recupero che ha riaperto il confronto sulla sostenibilità delle valutazioni. The Motley Fool ha evidenziato che il quarto trimestre fiscale 2026 ha mostrato una spinta concentrata soprattutto nel cloud, ormai il motore centrale del gruppo.

I ricavi cloud sono aumentati del 27% su base annua e hanno rappresentato quasi un terzo delle vendite complessive, contribuendo a una crescita totale dei ricavi del 18%. Il dato rafforza il ruolo della società tra i grandi nomi osservati da chi segue le migliori azioni da comprare, pur senza eliminare i rischi legati ai multipli di mercato. Il numero che ha attirato maggiormente l’attenzione è il portafoglio ordini della piattaforma cloud, indicato a 678 miliardi di dollari.

Si tratta, secondo la ricostruzione di The Motley Fool, di un valore superiore di oltre dieci volte ai ricavi cloud generati nel trimestre, un elemento che offre maggiore visibilità sui flussi futuri. Per gli investitori, la questione non è solo la crescita corrente, ma la capacità del gruppo di trasformare quel backlog in margini, cassa e utili nei prossimi esercizi. Il rimbalzo si inserisce in una fase in cui Wall Street continua a premiare le società percepite come vincitrici dell’intelligenza artificiale, ma con maggiore selettività rispetto ai mesi precedenti.

Il tema era già emerso nella nostra analisi su Microsoft salita oltre il 20% da luglio, dove il nodo principale restava il rapporto tra entusiasmo per l’IA e prezzo pagato dal mercato. Anche il recente focus sul piano energetico con Chevron, discusso nell’articolo su Microsoft a 495,58 dollari e il progetto energia, mostra come la crescita dei centri dati stia diventando un tema industriale oltre che finanziario. Non tutti i segmenti hanno però contribuito con la stessa forza.

LinkedIn e la pubblicità legata alla ricerca hanno registrato crescite a doppia cifra, mentre i contenuti e i servizi Xbox sono scesi del 10%, pesando sulla divisione legata al calcolo personale. Il mercato sembra attribuire a questa debolezza un impatto limitato, perché il cloud ha un peso economico e strategico molto superiore nella traiettoria del gruppo. Il confronto con altri protagonisti dell’IA resta inevitabile, soprattutto dopo le ultime notizie su NVIDIA e il target rialzista del titolo, che confermano quanto il capitale continui a concentrarsi sui fornitori chiave dell’infrastruttura digitale.

Per azioni Microsoft, il punto di equilibrio passa ora dalla crescita effettiva di Azure, dai costi per capacità e energia e dalla disciplina sugli investimenti. Dopo il recupero del calo annuo, il mercato non guarda più soltanto alla possibilità di rimbalzo, ma alla prova dei numeri nei prossimi trimestri.

Fonti - The Motley Fool

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