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SpaceX affitta potenza IA a Reflection per 6,3 miliardi: il fronte Nvidia

SpaceX concede a Reflection AI accesso ai chip GB300 in un accordo fino a 6,3 miliardi, rafforzando il ruolo dell’infrastruttura Colossus.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
SpaceX affitta potenza IA a Reflection per 6,3 miliardi: il fronte Nvidia

NVIDIA torna al centro della corsa alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale dopo l’accordo tra SpaceX e Reflection AI, società focalizzata su modelli a codice aperto. Axios ha riportato che Reflection, sostenuta dal gruppo dei processori grafici, ha ottenuto accesso immediato a chip e infrastrutture del centro dati Colossus 2. CNBC ha indicato che il contratto può arrivare a circa 6,3 miliardi di dollari se resterà in vigore fino alla scadenza prevista.

L’intesa prevede l’accesso ai chip GB300, tra i processori più avanzati della nuova generazione per addestrare ed eseguire modelli complessi. CNBC ha indicato, sulla base di materiali visionati dalla testata, che Reflection pagherà 150 milioni di dollari al mese a SpaceX a partire dal 1 luglio 2026 e fino al 2029. La struttura dell’accordo consente però a entrambe le parti di interrompere il contratto con preavviso dopo una fase iniziale di tre mesi.

Per SpaceX, il contratto conferma la trasformazione di Colossus da infrastruttura interna a piattaforma commerciale per clienti esterni. Il centro dati era stato costruito anche per sostenere Grok, il sistema di intelligenza artificiale legato all’ecosistema di Elon Musk e concorrente di ChatGPT. La mossa arriva dopo il debutto in Borsa di SpaceX, un passaggio che ha già alimentato il confronto con Tesla nella nostra analisi su SpaceX dopo l’Ipo.

CNBC ha indicato che SpaceX ha già stretto accordi legati alla potenza di calcolo con Anthropic, Google e Cursor, società che Musk sta acquisendo. Il mercato osserva anche l’impatto sulla filiera dei semiconduttori, perché l’accordo mette in evidenza la domanda per i processori di fascia più alta. Le azioni NVIDIA scambiano a 209,86 dollari, in calo dello 0,39% nelle ultime 24 ore, in una seduta senza movimenti estremi sul titolo.

La notizia si inserisce nella stessa traiettoria analizzata nel nostro approfondimento su Google e il nuovo progetto TPU con MediaTek, dove la competizione sui chip proprietari resta centrale. Anche il tema della catena di fornitura è tornato in evidenza con Marvell nella filiera dell’intelligenza artificiale. Reflection rappresenta un cliente diverso rispetto ai grandi gruppi già legati a SpaceX, perché punta su modelli a codice aperto in una fase in cui imprese e governi valutano con maggiore cautela la dipendenza da sistemi chiusi.

L’accesso immediato ai GB300 riduce per la società i tempi necessari a costruire capacità autonoma, un nodo diventato critico per molti operatori dell’intelligenza artificiale. Per SpaceX, invece, l’accordo crea una fonte ricorrente di ricavi su infrastrutture già finanziate e in espansione. Il contratto contiene comunque margini di flessibilità rilevanti: dopo i primi tre mesi, il recesso può avvenire con 90 giorni di preavviso.

Questo dettaglio attenua il valore effettivamente garantito dei 6,3 miliardi, che dipende dalla permanenza dell’accordo fino alla fine del 2029. La partita resta simile a quella esaminata nel caso Nebius e i centri dati per l’intelligenza artificiale, dove la domanda di capacità è elevata ma richiede investimenti molto pesanti. La notizia rafforza l’idea che la potenza di calcolo sia diventata una risorsa strategica quanto il software nei nuovi equilibri dell’intelligenza artificiale.

SpaceX prova a monetizzare Colossus oltre i confini del proprio ecosistema, mentre Reflection ottiene una scorciatoia infrastrutturale per competere con laboratori più capitalizzati. Per il mercato, il punto da monitorare sarà se questi accordi resteranno casi isolati o diventeranno una linea di ricavi stabile per i grandi proprietari di centri dati.

Fonti - Axios

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