Strategy apre alle vendite di Bitcoin per cedole e buyback
Strategy autorizza vendite di Bitcoin per riserve, dividendi e riacquisti: una svolta per il gruppo di Saylor e per gli azionisti MSTR a Wall Street.

La decisione di Strategy di autorizzare vendite di Bitcoin segna un passaggio delicato per la società guidata nella sua svolta strategica da Michael Saylor. The Motley Fool ha riportato che il gruppo ha aperto alla cessione di una parte delle riserve in BTC per finanziare riserve in dollari, dividendi e riacquisti di azioni. La mossa pesa perché arriva da una società che ha costruito la propria identità di mercato sull’accumulo dell’asset digitale, non sulla sua vendita.
Strategy resta il maggiore investitore corporate della criptovaluta, con 842.138 BTC in bilancio e un valore di mercato indicato a circa 54,5 miliardi di dollari. La posizione equivale a circa il 4% dell’offerta complessiva della moneta digitale. La scheda di Bitcoin mostra intanto un prezzo a 64.828 dollari, in rialzo dell’1,13% nelle ultime 24 ore.
Il piano comunicato a fine luglio prevede la possibilità di vendere BTC per accumulare fino a 1,25 miliardi di dollari in riserve denominate in valuta statunitense. Strategy punta inoltre a riacquistare fino a 1 miliardo di dollari di azioni privilegiate, finanziare cedole con rendimento indicato all’11% e sostenere un ulteriore programma da 1 miliardo sulle azioni ordinarie. È un uso della tesoreria che sposta il baricentro dal solo accumulo alla gestione della struttura finanziaria.
Secondo The Motley Fool, entro la fine di luglio Strategy aveva già venduto 218 milioni di dollari in BTC per finanziare i dividendi sulle azioni privilegiate. Altri 25 milioni di dollari sono stati impiegati in riacquisti delle stesse azioni privilegiate. La società intende proseguire con tali operazioni finché gli strumenti resteranno sotto quota 100 dollari.
Il cambio di passo è rilevante perché Strategy aveva iniziato ad accumulare BTC nel 2020, trasformandosi progressivamente da società software a veicolo quotato con forte esposizione alla criptovaluta. Negli ultimi sei anni il numero di azioni in circolazione è più che quadruplicato, anche per effetto di emissioni azionarie e debito convertibile usati per finanziare gli acquisti. Il tema della cassa era già emerso nella nostra analisi sulla liquidità di Strategy, dove il nodo centrale restava proprio l’equilibrio tra leva finanziaria e tesoreria digitale.
Per gli azionisti MSTR, l’autorizzazione non significa necessariamente abbandono della strategia, ma introduce una nuova variabile: la riserva in BTC può essere usata come fonte di liquidità per obiettivi societari. I riacquisti possono ridurre pressione su alcuni strumenti finanziari, mentre le vendite attenuano la purezza dell’esposizione al prezzo della criptovaluta. Per chi segue il settore attraverso il trading criptovalute, il caso Strategy resta uno dei principali esempi di collegamento tra mercati digitali e azionario tradizionale.
La mossa arriva in una fase in cui Wall Street valuta con maggiore prudenza le società quotate legate agli asset digitali. Nei giorni scorsi avevamo segnalato il taglio dei target su Coinbase, Strategy e Robinhood, un passaggio che conferma l’attenzione degli analisti su multipli, volatilità e qualità dei flussi di cassa. Anche il quadro macro resta sensibile, come mostrano le incertezze sulla Federal Reserve nella nostra ricostruzione su Wall Street e il calendario FOMC.
Il punto ora sarà capire quanto rapidamente Strategy userà questa autorizzazione e con quale impatto sulla percezione del mercato. Una vendita limitata può essere letta come gestione ordinata del capitale, mentre cessioni più ampie rischierebbero di incrinare la narrativa che ha sostenuto il titolo negli ultimi anni. Sullo sfondo resta la domanda centrale: se la tesoreria digitale diventa anche fonte ricorrente di cassa, il profilo di MSTR cambia da scommessa direzionale pura a struttura finanziaria più complessa.