Banco BPM: i prossimi supporti reggeranno?

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Banco BPM, nato dalla fusione tra Banca Popolare di Milano e Banco Popolare, ha iniziato il 2017 sotto i migliori auspici, senza riuscire però a regalare ulteriori sorprese.

Banco BPM nel mese di gennaio ha inviato segnali positivi, catalizzando subito l’attenzione degli investitori che, dopo aver penalizzato Banca Popolare di Milano e Banco Popolare nel 2016, hanno salutato con favore la nuova realtà nata dalla fusione tra i due.
Il titolo è riuscito nel giro di poche sedute ad avvicinare la soglia dei 3 euro, per poi avviare una flessione che ha portato i corsi fino all’area dei 2,15 euro poco prima di fine febbraio.
Da questo minimo si è avuto un bel recupero nel mese di marzo con un ritorno di Banco BPM a ridosso di quota 2,8 euro, la cui tenuta però ha riportato le vendite, costringendo le quotazioni a fare retromarcia verso i livelli battuti nelle prime sedute del mese scorso.
Banco BPM risente ovviamente della negatività che nelle ultime giornate sta interessando Piazza Affari e in particolare il settore bancario, penalizzato a sua volta da uno spread BTP-Bund che si mantiene ben al di sopra dei 200 punti base, livello che porta molta serenità al mercato.
I giudizi delle banche d’affari su Banco BPM non sono particolarmente entusiasmanti, visto che proprio quest’oggi Berenberg ha confermato la raccomandazione sell con un prezzo obiettivo a 1,9 euro, valore ben inferiore ai prezzi correnti di Borsa. Gli analisti credono che al qualità dell’attivo resti un problema per il gruppo bancario e alcuni rischi su questo fronte sono segnalati anche da Morgan Stanley che su Banco BPM mantiene un rating equalweight con un target price alzato da 2,2 a 2,5 euro.
Più generosa la valutazione di Barclays che ha migliorato il prezzo obiettivo da 2,8 a 2,9 euro, ribadendo però la raccomandazione equalweight.
Dal punto di vista tecnico Banco BPM ha avviato da fine marzo una tendenza ribassista che non ha trovato supporto in area 2,5 euro. Negativo sarà ora l’abbandono anche del sostegno successivo a 2,4 euro, visto che sotto tale livello la discesa proseguirà verso i 2,2/2,15 euro, ossia in direzione dei minimi dell’anno.
Operativamente appare rischiosa ora l’apertura di nuove posizioni long su Banco BPM, per il quale bisognerà verificare prima la tenuta dei supporti. Se l’area dei 2,4 euro sarà difesa, si potrà intervenire al rialzo con stop loss sotto 2,3 euro e obiettivo a 2,6 euro prima e a 2,8 euro in un secondo momento.
In alternativa si può attendere un eventuale ripiegamento in area 2,2/2,15 euro, dove intervenire con maggiore sicurezza su tenuta del livello, con stop a 2,05 euro e obiettivi a 2,4 e a 2,6 euro, per poi guardare ai 2,8 euro più avanti nel tempo.

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