Broker non regolamentati, come riconoscerli?

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Come riconoscere i broker non regolamentati

I broker non regolamentati vengono definiti come broker no ESMA, quest’ultima è l’Autorità Europea degli Strumenti Finanziari e dei Mercati. I broker non regolamentati non sono obbligati a sottostare alle norme dettate dell’ESMA a livello europeo, in quanto hanno la sede al di fuori dell’Unione Europea

Quando navighi sul web tieni sempre gli occhi aperti e un po’ vigili. Anche se intendiamo investire solo una piccola somma di denaro o “provare una volta” per vedere come funziona una delle tante piattaforme di trading online presenti in internet, dobbiamo prestare molta attenzione.

I broker fraudolenti propongono investimenti molto rischiosi e potremmo essere vittime di frode. Ecco alcuni campanelli d’allarme che possono portarci a pensare che l’utente con cui ci stiamo interfacciando sia un broker non regolamentato.

Per andare sul sicuro, scegli una piattaforma di trading offerta da un broker regolamentato. Qui sotto trovi alcune delle migliori piattaforme regolamentate e affidabili da noi utilizzate.

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1. Difficoltà ad individuare le aziende di riferimento

Un’azienda seria con una buona reputazione non ha motivo di nascondersi, né motivo di non comunicare da quale agenzia è autorizzata. Quando acquisti un articolo, che sia di moda o altro, ad esempio, la prima domanda che poniamo al proprietario di un negozio è “che marca è?” Quando navighiamo in un sito che offre investimenti, dobbiamo chiederci: chi gestisce la piattaforma? Da chi è autorizzato?

Conoscere il nome reale ed esatto della società con cui si vorrebbe investire è la prima precauzione da adottare, perché solo allora si potrà verificare che il broker esista nel registro degli enti autorizzati dalla Consob (Commissione Nazionale per le Società e la Borsa) o da altri enti a prestare servizi di investimento.

La reale denominazione della società si può trovare o al fondo della pagina del sito “termini e condizioni”, nell’ homepage o più comunemente all’interno delle sezioni “contattaci” o “chi siamo”. In qualunque caso dobbiamo essere scrupolosi e non fare ciecamente affidamento su ciò che troviamo sul sito web del broker.

La verifica deve essere sempre effettuata direttamente sul sito della Consob o della Banca d’Italia. Se la società non è presente nel sito Consob tra le società autorizzate (o nell’elenco delle banche italiane), non è assolutamente saggio investire.

Per approfondire, puoi anche leggere i 3 modi per evitare le truffe nel trading online.

2. Sede legale della società che offre investimenti in paradisi fiscali

Prima di investire con il trading online, è molto importante determinare dove è la sede legale del broker scelto. Anche se il sito è tutto italiano, e anche chi propone e traccia gli investimenti parla italiano, è assolutamente impossibile dire con certezza se l’azienda sia autorizzata in Italia e regolamentata in Europa.

Bisogna prestare massima attenzione anche se la società abbia effettivamente la sede all’interno dell’UE. Controllare e verificare che abbia realmente l’autorizzazione dell’autorità competente e che sia abilitata a prestare servizi di intermediazione finanziaria è d’obbligo prima di investire.

3. Promette rendimenti più elevati rispetto al mercato

Nessuno darà niente gratis. Bisogna quindi diffidare dai broker di investimento che garantiscono rendimenti molto elevati o non sono in linea con il mercato. La promessa di rendimenti elevati spesso comporta un rischio molto elevato o, in alcuni casi, anche un tentativo di frode.

Molte volte i broker non regolamentati vendono il sogno, ai possibili clienti, di poter andare a creare una seconda fonte di reddito senza fatica, oppure la possibilità di diventare ricchi e indipendenti economicamente sfruttando la loro abilità.

Spesso su questi broker non regolamentati venivano riportate le testimonianze di sedicenti trader che in poco tempo hanno portato “punti di svolta” nelle loro vite. Invece, la cosa più importante viene omessa, ovvero è più probabile che perdano rapidamente tutti gli investimenti e molte persone purtroppo si rovinano, perdendo i risparmi di una vita a causa di aziende abusive che operano su Internet.

4. Promesse di guadagni iniziali e tecniche di persuasione all’investimento

I broker non regolamentati sono davvero interessati a farti entrare nella loro “rete” perché quando sei già un cliente e hai familiarità con la piattaforma, sei sempre propenso a investire nuovi soldi. Non è un caso che queste aziende siano molto generose nell’offrire vari bonus o incentivi di benvenuto.

Investi in primis solo per provarci, soprattutto quando sei attratto dal “bonus” apparentemente molto favorevole perché l’azienda sembra darti i soldi per investire. Quindi, senza sudare, inizi subito a fare soldi, pensando di essere diventato un abile trader e di aver trovato un modo rapido per investire la tua busta paga.

Il grosso errore è investire fondi sempre più importanti, spinti anche da esponenti aziendali che sollecitano risultati migliori. A questo punto, le perdite iniziano rapidamente a manifestarsi e, spinte dall’emozione, le persone sono portate a investire nuove somme nel tentativo di recuperare, ma di solito, tutto ciò che è stato investito viene perso.

I broker non regolamentati hanno grandi abilità nel persuadere i clienti ad effettuare un nuovo investimento, facendo leva sull’emotività del cliente per convincerlo

I broker non regolamentati sono molto abili e convincenti nell’attirare clienti, quindi bisogna stare molto attenti. Uno dei metodi di contatto ancora preferiti è il telefono, perché l’utente è colto alla sprovvista e naturalmente non medita su cosa farà.

I contatti autoproclamati dell’azienda sono quasi sempre molto cortesi, dando l’impressione di essere particolarmente competenti finanziariamente, in modo da creare immediatamente fiducia nei potenziali clienti.

Altre forme di contatto sempre più popolari sono le e-mail che riportano collegamenti a società di investimento o banner o pop-up che si aprono durante la navigazione. Un’altra forma classica di contatto è il passaparola, che nell’era di Internet di oggi può manifestarsi all’interno dei forum di finanza. Spesso sono proprio utenti che si ricollegano agli stessi broker non regolamentati a nascondersi dietro falsi profili e a condividere le loro stesse piattaforme.

6. Difficoltà nel ricevere la somma investita

Molto spesso il cliente si accorge di aver investito con un broker non regolamentato (o addirittura fraudolento) nel momento in cui vuole uscire dall’investimento. I broker non regolamentato più scorretti, infatti, molte volte rendono ben palesi alcune regole sul prelievo proprio nel momento in cui questo viene richiesto.

In alcuni casi, i broker non regolamentati, davanti a una richiesta di uscire dall’investimento, si possono rendere irreperibili e irrintracciabili, non rispondendo più a nessun canale di comunicazione. In questi casi, alle prime attività sospette, è consigliato uscire dall’investimento e non andare a versare ulteriori somme di denaro condizionati dalle emozioni.

FAQ

Che cosa sono i broker non regolamentati?

Sono broker non ESMA, ovvero che non sono obbligati a sottostare alle norme europee in tema di investimenti. Infatti, hanno la sede al di fuori dell’Unione Europea e sono disciplinati secondo altre norme.

Che rischi comporta operare con broker non regolamentati?

Investendo con un broker non regolamentato non vi sono forme di protezione del cliente previste dalle autorità europee e si è esposti a elevati rischi sul capitale.

Come si riconoscono i broker non regolamentati?

Per riconoscere i broker non regolamentati si possono controllare dei campanelli d’allarme. Tra i principali avremo: mancato riferimento a regolamentazioni riconosciute dall’Unione Europea, difficoltà ad individuare la sede di riferimento, metodi di contatto non professionali e trasparenti, promesse di rendimenti più alti rispetto al mercato, guadagni facili e difficoltà a rivedere il nostro investimento.

Dove verificare se si tratta realmente di un broker non regolamentato?

Bisogna per prima cosa conoscere il nome della società tramite la quale si vuole andare ad effettuare un investimento. Successivamente bisognerà andare a controllare che tale società sia presente all’interno dell’elenco degli intermediari finanziari autorizzati dalla Consob o dalla Banca d’Italia. Se a seguito della ricerca non riscontriamo tale presenza, sapremo che ci staremo interfacciando con un broker non regolamentato e non dovremo assolutamente investire.

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