ETF su XRP in controtendenza mentre Bitcoin ed Ether perdono fondi
Gli ETF spot su XRP attirano 35 milioni mentre Bitcoin ed Ether registrano deflussi: mercato diviso tra rotazione e domanda istituzionale negli Usa.

Il denaro torna sugli ETF a pronti su XRP, mentre i fondi su Bitcoin ed Ether continuano a registrare riscatti negli Stati Uniti. CoinDesk ha riportato che tra il 20 e il 29 maggio i prodotti su XRP hanno raccolto circa 35 milioni di dollari, a fronte di deflussi complessivi vicini a 2 miliardi dai due maggiori segmenti del mercato. La divergenza si è vista anche nella singola seduta del 29 maggio: gli ETF statunitensi su XRP hanno incassato 11,88 milioni di dollari netti, prolungando una serie positiva settimanale. Nello stesso giorno gli ETF su Bitcoin hanno perso 125,31 milioni di dollari, decima giornata consecutiva di uscite, mentre i fondi su Ether hanno registrato altri 17,91 milioni di dollari di deflussi dopo i 121,35 milioni della seduta precedente. Nel dettaglio, CoinDesk ha indicato Bitwise come il prodotto più forte del gruppo XRP, con 7,36 milioni di dollari di afflussi il 29 maggio. Seguono Canary XRPC con 2,38 milioni e Franklin XRPZ con 2,14 milioni. Le attività nette complessive degli ETF su XRP negli Stati Uniti sono indicate vicino a 1,12 miliardi di dollari, pari a circa l’1,37% del valore di mercato del token, mentre gli afflussi cumulati hanno raggiunto 1,42 miliardi. Il confronto resta però sbilanciato: gli ETF su Bitcoin detengono ancora oltre 94 miliardi di dollari di attività nette, una scala molto superiore rispetto ai nuovi prodotti su XRP. Il prezzo di Bitcoin scambia a 73.817,22 dollari, in rialzo dello 0,61% nelle ultime 24 ore, ma il tema dei riscatti continua a pesare sul sentiment, come emerso anche nel nostro approfondimento sugli ETF Bitcoin e la fuga record di capitali. Per chi segue il mercato di lungo periodo, resta centrale anche il quadro più ampio su come comprare Bitcoin in fasi di volatilità elevata. La tenuta relativa di XRP riflette una narrativa più specifica, legata sia all’adozione dei prodotti quotati sia al dibattito statunitense sulla struttura dei mercati degli asset digitali. Non significa però che l’intero comparto alternativo si stia muovendo in blocco: il mercato continua a distinguere tra token con catalizzatori di prodotto e reti come NEAR Protocol, che rispondono a dinamiche differenti. Sul fronte del prezzo di XRP, resta utile il confronto con la recente analisi sul supporto a 1,30 dollari, livello seguito dagli operatori nelle ultime sedute. Il movimento arriva in una fase in cui le criptovalute hanno faticato a seguire la forza di altri mercati rischiosi. Lo scenario era già emerso nell’analisi su criptovalute ferme mentre Wall Street corre, con gli investitori più selettivi dopo mesi di oscillazioni ampie. In parallelo, il fronte dei derivati regolamentati resta attivo, come mostrato dalla decisione della CFTC su Kalshi e i future perpetui su Bitcoin. Per ora il dato principale è la rotazione, non un’inversione strutturale dell’intero mercato. Gli ETF su XRP stanno attirando nuovi capitali, ma partono da una base molto più piccola rispetto a Bitcoin ed Ether. Il vero banco di prova sarà la capacità di mantenere afflussi anche se i fondi maggiori continueranno a subire riscatti e se la domanda istituzionale resterà concentrata su pochi prodotti con una storia regolamentare e commerciale più riconoscibile. ### Fonti - CoinDesk