XRP resta in trappola: il mercato difende quota 1,30 dollari
XRP resta vicino a 1,34 dollari dopo il mancato breakout: resistenza a 1,36 e supporto a 1,30 restano i livelli chiave.

XRP resta bloccato in una fascia di prezzo sempre più stretta, con il mercato che non riesce ancora a trasformare i tentativi di rialzo in una rottura stabile. Il token scambia a 1,34 dollari, in rialzo dello 0,49% nelle ultime 24 ore, ma la seduta del 27 maggio ha confermato che l’area di 1,36 dollari continua a frenare i compratori. CoinDesk ha riportato che il movimento intraday si è sviluppato tra 1,3039 e 1,3429 dollari, prima di una stabilizzazione vicino a 1,32 dollari nella parte finale della sessione. Il passaggio più rilevante è arrivato durante un tentativo fallito di superamento della resistenza, quando sono stati scambiati oltre 62 milioni di XRP prima dell’inversione al ribasso. La fotografia tecnica rimane quindi simile a quella già emersa nella nostra analisi sul supporto a 1,30 dollari: il mercato difende la parte bassa del canale, ma non trova ancora forza sufficiente per allargare il movimento verso l’alto. In questa fase, 1,30 dollari resta il livello da monitorare per capire se gli acquirenti stiano davvero assorbendo l’offerta. Il quadro di medio periodo è dominato da una compressione che diversi analisti leggono come un triangolo simmetrico avviato dall’inizio del 2025. Per un token seguito anche per il suo legame con Ripple, il nostro approfondimento su XRP resta il riferimento per inquadrare il ruolo dell’asset nell’ecosistema dei pagamenti digitali e delle infrastrutture basate su registri distribuiti. Il dato più interessante, nella lettura riportata da CoinDesk, arriva dalle dinamiche sulla catena: XRP continua a uscire dai principali scambi centralizzati. Questo tipo di flusso viene spesso interpretato da una parte del mercato come possibile accumulazione di lungo periodo, anche se non basta da solo a confermare una ripartenza del prezzo senza un aumento della domanda sul mercato spot. Il contesto generale non aiuta. Il sentiment sulle criptovalute si è indebolito nella sessione, con posizionamenti più difensivi e maggiore attenzione al rischio. La stessa prudenza si è vista negli ultimi giorni anche su altri segmenti del mercato, come raccontato nell’analisi sui deflussi dagli ETF su Bitcoin ed Ethereum, mentre il confronto con asset ad alta beta come NEAR Protocol mostra quanto la selettività resti elevata tra le altcoin. Sul breve periodo, la resistenza resta concentrata intorno a 1,36 dollari, area dove i venditori sono tornati più volte a prevalere. Un recupero convincente sopra quella soglia potrebbe riaprire spazio verso la parte alta del range, indicata intorno a 1,38 dollari; al contrario, una perdita netta di 1,30 dollari renderebbe più fragile la struttura laterale che ha contenuto il prezzo negli ultimi mesi. La fase resta anche condizionata dal dibattito regolamentare negli Stati Uniti, che continua a pesare sulla percezione del rischio per l’intero comparto. Il tema è tornato centrale anche con la discussione sulle licenze OCC alle società di criptovalute, un fronte che non riguarda direttamente la seduta di XRP ma contribuisce a definire il quadro in cui si muovono liquidità e propensione al rischio. ### Fonti - CoinDesk