Alphabet cassa negativa per 15 miliardi: sfida IA a Microsoft
Alphabet registra flussi di cassa negativi per due trimestri e conferma investimenti IA fino a 205 miliardi nel 2026.

Alphabet torna al centro del dibattito a Wall Street dopo un secondo trimestre consecutivo di flusso di cassa libero negativo, mentre la corsa all’intelligenza artificiale continua a richiedere investimenti sempre più pesanti. Il confronto con il titolo Microsoft, che scambia a 511,06 dollari in rialzo dello 0,78%, resta uno dei riferimenti principali per valutare quanto il mercato sia disposto a premiare o punire la spesa dei grandi gruppi tecnologici. TIKR ha ricostruito che lunedì Ryan Detrick di Carson Group ha rilanciato su X una frase attribuita a Larry Page, cofondatore di Google, secondo cui sarebbe stato disposto a spingersi fino alla bancarotta pur di non perdere la gara nell’IA.
La stessa espressione era già stata riferita nel 2024 da Gavin Baker di Atreides Management durante una puntata di Invest Like the Best, sempre come commento interno attribuito a Page e non come dichiarazione pubblica diretta. Al di là dell’aneddoto, i numeri indicano una strategia molto aggressiva. Nel terzo trimestre Alphabet ha registrato un flusso di cassa libero negativo per 9,1 miliardi di dollari, dopo il saldo negativo di 5,9 miliardi del secondo trimestre, mentre le spese in conto capitale hanno raggiunto 51,4 miliardi.
È la stessa dinamica che aveva già pesato sulla lettura dei conti, come analizzato nel nostro approfondimento sul ribasso di Alphabet dopo i risultati trimestrali. La società non ha però segnalato un cambio di passo. La direttrice finanziaria Anat Ashkenazi ha confermato l’intervallo di 195-205 miliardi di dollari per le spese in conto capitale del 2026 e ha indicato che nel 2027 gli investimenti dovrebbero aumentare in modo significativo.
La cifra effettiva, secondo quanto emerso dalla comunicazione societaria, sarà fornita con la prossima telefonata sui risultati del quarto trimestre. Il punto per il mercato è capire se Alphabet resterà percepita come un gruppo in grado di finanziare la propria espansione IA senza comprimere troppo la generazione di cassa. La pressione non riguarda solo Google: nei giorni scorsi abbiamo segnalato come anche Amazon sia osservata per la possibile spesa annua legata all’IA, mentre l’attenzione sui semiconduttori resta elevata in vista dei conti di NVIDIA del 17 novembre.
In questo contesto, la disciplina sugli investimenti è diventata una variabile centrale per tutto il comparto tecnologico. Il confronto con Microsoft resta delicato perché il gruppo di Redmond è già sotto osservazione per la monetizzazione dei servizi IA. Il nostro recente focus su Copilot a consumo e crescita del 75% mostra come il mercato chieda ricavi concreti, non solo infrastrutture e promesse di produttività futura.
Se Alphabet continuerà ad aumentare la spesa senza una traiettoria chiara sui ritorni, la reazione degli investitori potrebbe restare selettiva. La questione tocca anche il modo in cui Wall Street valuta società con profili molto diversi, dai colossi dell’IA fino a un marchio industriale premium come Ferrari. Nel primo caso il mercato accetta investimenti anticipati molto elevati, ma solo finché intravede un vantaggio competitivo difendibile; nel secondo pesa di più la prevedibilità dei margini.
Per chi segue le migliori azioni da comprare, la nuova fase dei mercati impone quindi di distinguere tra crescita sostenibile e spesa accelerata.