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Alphabet sfida NVIDIA sui chip IA, riflettori anche su Render

Alphabet accelera sui semiconduttori IA e prova a ridurre il dominio di NVIDIA; il tema riporta attenzione anche su Render e calcolo distribuito.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Alphabet sfida NVIDIA sui chip IA, riflettori anche su Render

La sfida di Alphabet (Google) a NVIDIA entra in una fase più concreta: il gruppo di Mountain View ha iniziato a vendere semiconduttori su misura direttamente ai clienti, puntando su un mercato degli acceleratori per intelligenza artificiale che potrebbe superare 300 miliardi di dollari quest’anno. The Motley Fool ha riportato che la mossa segna un tentativo più deliberato di competere con il leader del settore. Il punto centrale è la lunga esperienza di Alphabet nei processori tensoriali, sviluppati per i calcoli a matrici e vettori alla base dell’addestramento e dell’esecuzione dei modelli di intelligenza artificiale.

Il gruppo aveva introdotto la prima unità di elaborazione tensoriale nel 2016, anticipando una tendenza che oggi coinvolge buona parte delle grandi piattaforme tecnologiche. NVIDIA resta però il riferimento dominante. The Motley Fool ha ricordato che il titolo ha guadagnato circa 1.300% dall’inizio del boom dell’intelligenza artificiale nel gennaio 2023, grazie alla centralità dei suoi acceleratori nei centri dati.

La società, che presentò il processore grafico nel 1999, ha trasformato una tecnologia nata per la grafica in uno standard per carichi di lavoro complessi. La pressione competitiva arriva soprattutto dai clienti più grandi. Amazon, Microsoft e Alphabet hanno tutti sviluppato semiconduttori progettati per esigenze interne di intelligenza artificiale, riducendo almeno in parte la dipendenza dai fornitori esterni. In questo contesto, le stime richiamate da The Motley Fool indicano che NVIDIA controllava oltre 80% delle vendite di acceleratori IA lo scorso anno, ma la quota potrebbe scendere con l’avanzare del silicio su misura.

Il tema si collega anche agli asset digitali esposti alla narrativa della potenza di calcolo distribuita. Render scambia a 1,36 dollari, in rialzo dell’1,12% nelle ultime 24 ore, senza che ciò implichi un legame diretto con le scelte industriali di Alphabet. Il collegamento resta soprattutto tematico: infrastrutture, capacità di calcolo e domanda per applicazioni IA sono elementi monitorati anche da chi segue la nostra guida al trading di criptovalute. A Wall Street, la corsa all’infrastruttura IA continua a intrecciare semiconduttori, nuvola e spese in centri dati.

Il quadro era già emerso nella nostra analisi su NVIDIA e CoreWeave, dove la domanda di capacità per l’IA aveva riacceso l’attenzione sugli operatori della nuvola specializzata. Un segnale simile è arrivato anche dal confronto tra AMD, Intel e Microsoft, con i grandi clienti della nuvola al centro della filiera. La partita non riguarda solo le prestazioni dei singoli semiconduttori, ma anche il costo totale delle infrastrutture.

Se Alphabet riuscisse a convincere più clienti ad adottare i propri acceleratori, il mercato potrebbe diventare meno concentrato, con possibili effetti sui margini e sul potere contrattuale di NVIDIA. Lo stesso equilibrio competitivo tra Microsoft e Amazon nella nuvola IA mostra perché i grandi gruppi tecnologici vogliano controllare sempre più parti della catena, dai modelli ai semiconduttori.

Fonti - The Motley Fool

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