Microsoft corre dopo i conti: Copilot riapre il duello con Amazon sull’IA
Microsoft sale dopo conti forti e segnali su Copilot e Azure. Amazon resta nel confronto sull’IA, mentre il mercato pesa i maxi investimenti.

Microsoft e Amazon tornano al centro del confronto a Wall Street dopo trimestrali che hanno riacceso l’interesse sul tema intelligenza artificiale. Il movimento è stato più netto per Microsoft, che scambia a 487,65 dollari, in rialzo del 4,93% nelle ultime 24 ore, mentre il mercato cerca segnali concreti sul ritorno dei maxi investimenti nella nuvola. The Motley Fool ha evidenziato che entrambe le società restano tra i gruppi più grandi al mondo per capitalizzazione e stanno sostenendo spese in conto capitale per centinaia di miliardi di dollari legate all’IA.
È lo stesso nodo emerso anche nella nostra analisi su Microsoft e Amazon dopo i conti: la crescita piace, ma una parte del mercato continua a chiedere prove più solide sulla redditività futura. Il punto più delicato per Microsoft era la reale adozione di Copilot, l’assistente basato sull’intelligenza artificiale diventato uno dei pilastri della strategia del gruppo. Secondo The Motley Fool, gli abbonati paganti a Copilot sono aumentati di 10 milioni nel trimestre, arrivando a 30 milioni complessivi, un ritmo di nuove adesioni doppio rispetto al periodo precedente.
Il recupero di fiducia non riguarda solo Copilot. La divisione Azure ha superato per la prima volta 100 miliardi di dollari di ricavi, con una crescita del 43% su base annua, un dato che offre al mercato un argomento a favore della spesa sostenuta negli ultimi anni per infrastrutture e capacità di calcolo. È lo stesso tema affrontato nel nostro approfondimento su Microsoft, Alphabet e i costi dell’IA, dove il nodo non era la domanda, ma la velocità con cui gli investimenti possono trasformarsi in margini.
Amazon resta dentro lo stesso perimetro di valutazione, anche se la reazione indicata da The Motley Fool appare meno intensa rispetto a quella di Microsoft. Il mercato guarda soprattutto alla capacità di AWS di difendere la crescita in una fase in cui l’intelligenza artificiale richiede data center, chip e contratti energetici sempre più onerosi; non a caso il tema era già emerso nell’analisi su AWS come potenziale colosso da 1.000 miliardi. Per gli investitori italiani, il confronto tra i due colossi statunitensi è diverso da quello su società domestiche regolamentate come Iren, perché qui il principale fattore di valutazione non è la stabilità dei flussi, ma la capacità di monetizzare piattaforme globali e servizi nella nuvola.
In questa fase, anche le nostre schede sulle migliori azioni da comprare mostrano quanto il tema crescita contro valutazioni sia centrale nelle scelte di portafoglio azionario. La partita resta quindi aperta: Microsoft ha portato numeri più convincenti su Copilot e Azure, mentre Amazon continua a essere valutata sulla traiettoria di AWS e sulla disciplina negli investimenti. I prossimi trimestri diranno se l’entusiasmo post-conti è solo un rimbalzo di mercato o l’inizio di una nuova fase in cui l’IA produce ricavi abbastanza visibili da giustificare le spese già sostenute.