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Bitcoin resta fragile, Solana colpita dal maxi trasferimento

Bitcoin resta vicino a 62.700 dollari mentre le vendite legate all’IA pesano sul mercato e Solana subisce un maxi movimento verso Coinbase Prime.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Bitcoin resta fragile, Solana colpita dal maxi trasferimento

Bitcoin resta sotto pressione venerdì 5 giugno, con il prezzo a 62.721,42 dollari e una flessione del 1,70% nelle ultime 24 ore. CoinDesk ha riportato che le prese di beneficio sulle scommesse legate all’intelligenza artificiale, dopo prospettive sulle vendite di chip di Broadcom inferiori alle aspettative più aggressive, hanno contribuito a indebolire il comparto delle criptovalute. Il livello psicologico dei 60.000 dollari torna così al centro dell’attenzione in una fase in cui il mercato mostra minore capacità di assorbire notizie negative. Il movimento si inserisce nella stessa dinamica descritta nella nostra analisi su Bitcoin vicino a 60.000 dollari e il timore di nuove vendite, dopo giornate già segnate da rotazioni fuori dagli attivi più rischiosi e da un raffreddamento del tema IA sui listini. Sul fronte delle altcoin, Solana è finita sotto osservazione dopo un movimento rilevante attribuito a Forward Industries. CoinDesk ha riportato, citando dati on-chain, che la società ha depositato 455.784 SOL, per un valore di circa 31,87 milioni di dollari, su Coinbase Prime dopo oltre un mese di inattività dei portafogli collegati alla tesoreria. Il trasferimento è significativo perché Forward Industries aveva avviato nel settembre 2025 una strategia di tesoreria in Solana, spendendo circa 1,59 miliardi di dollari per accumulare 6,83 milioni di SOL a un prezzo medio di 232,08 dollari per token. Con Solana indicata a 66,51 dollari, il valore della posizione risulta sceso a circa 458,6 milioni di dollari, con una perdita potenziale superiore al 70% per token rispetto al prezzo medio di carico. Un deposito su Coinbase Prime non equivale automaticamente a una vendita sul mercato, ma rende i token più facilmente disponibili per eventuali operazioni. È questo il punto che ha attirato l’attenzione degli operatori: dopo settimane di immobilità, il ritorno di un grande portafoglio aziendale in movimento arriva mentre la pressione sul comparto resta elevata, come già emerso nella seduta descritta da Bitcoin scivola vicino a 62.000 dollari, pesa lo stop dell’IA. La discesa di Solana, pari al 18,5% su base settimanale secondo i livelli riportati da CoinDesk, amplia il quadro di debolezza delle criptovalute alternative. Il prezzo a 66,51 dollari mette in evidenza quanto sia profondo il ritracciamento rispetto al livello medio pagato dalla società, ma anche quanto il mercato stia scontando con rapidità ogni potenziale fonte di offerta aggiuntiva. Per Bitcoin, la fase resta dominata da volatilità e liquidità più fragile, due elementi che rendono più sensibili i prezzi alle notizie provenienti sia dal settore tecnologico sia dai grandi detentori di token. Per inquadrare i meccanismi di mercato senza trasformarli in segnali operativi, resta utile la nostra guida al trading di criptovalute, mentre il tema delle vendite forzate era già emerso nell’approfondimento su Bitcoin sotto 62.000 dollari e liquidazioni da 1,5 miliardi. Il quadro di breve periodo resta quindi legato a due variabili: la tenuta dell’area 60.000 dollari per Bitcoin e l’eventuale evoluzione dei movimenti di tesoreria su Solana. In assenza di conferme su una vendita effettiva da parte di Forward Industries, il mercato sta comunque trattando il trasferimento come un segnale di rischio, in una fase in cui la fiducia sugli attivi digitali appare già deteriorata. ### Fonti - CoinDesk

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