Bitcoin, Coinbase vede fondi istituzionali ancora in accumulo
Coinbase indica che family office e fondi sovrani continuano ad accumulare Bitcoin nonostante il selloff. BTC resta sopra 63.000 dollari.

Bitcoin resta al centro della domanda istituzionale anche dopo il recente arretramento del mercato. The Block ha riportato che, secondo John D’Agostino, strategist di Coinbase, family office e fondi sovrani non avrebbero interrotto l’accumulo durante il selloff, mostrando un atteggiamento diverso rispetto alla fase di paura vista tra gli operatori più speculativi. Il messaggio è rilevante perché arriva mentre BTC scambia a 63.439,97 dollari, con una variazione positiva dello 0,22% nelle ultime 24 ore. Il rimbalzo è contenuto, ma sufficiente a mantenere il prezzo sopra l’area dei 63.000 dollari, livello osservato anche nella nostra analisi su Bitcoin sopra 63.000 dollari tra ETF e petrolio. In questo contesto, il tema non è tanto la direzione di breve periodo, quanto la tenuta della domanda da parte dei portafogli di lungo periodo. Secondo quanto riportato da The Block, D’Agostino ha indicato che family office e fondi sovrani continuano a vedere valore nell’asset anche a prezzi più bassi. La lettura contrasta con la narrativa di un mercato istituzionale in fuga dopo il calo, una narrativa alimentata nelle ultime sedute dai timori su flussi degli ETF, dati macroeconomici statunitensi e liquidità più prudente. Per chi segue il tema da un punto di vista operativo, la nostra guida su comprare Bitcoin ricostruisce i principali passaggi da valutare senza trasformare la volatilità in una decisione impulsiva. Il quadro resta comunque fragile. Nei giorni scorsi il mercato ha mostrato segnali contrastanti: da un lato il recupero dai minimi, dall’altro la pressione esercitata dai deflussi e dall’incertezza sui tassi. Il tema era già emerso nell’approfondimento su inflazione, ETF e vendite legate a Strategy, dove il prezzo di Bitcoin appariva più sensibile ai fattori macro e ai flussi dei prodotti quotati che alle singole notizie societarie. La distinzione tra investitori istituzionali e trader di breve termine resta centrale. Se i fondi con orizzonte pluriennale approfittano delle correzioni, la leva finanziaria continua invece ad amplificare i movimenti giornalieri, come mostrato dal recente episodio di liquidazioni dei ribassisti dopo il rimbalzo di Bitcoin. Anche l’apertura di nuovi strumenti regolamentati, come i future sulla volatilità di Bitcoin al CME, conferma che il mercato sta diventando più sofisticato, ma non necessariamente meno volatile. Per Coinbase, il punto evidenziato da D’Agostino è quindi politico e di mercato insieme: la correzione non avrebbe cancellato l’interesse dei grandi patrimoni. La pagina di quotazione di Bitcoin continuerà a riflettere la componente più visibile della domanda, ma il dato meno immediato riguarda la pazienza degli acquirenti istituzionali. In assenza di nuovi catalizzatori, la prossima verifica arriverà dai flussi sugli ETF, dalla reazione ai dati macro e dalla capacità del prezzo di consolidare sopra le aree recuperate dopo il selloff. ### Fonti - The Block