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Bitcoin sotto 80.000 dollari, Taiwan pesa sui mercati

Bitcoin torna sotto 80.000 dollari mentre il vertice Trump-Xi e i timori su Taiwan raffreddano il rischio; SOL guida i ribassi.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Bitcoin sotto 80.000 dollari, Taiwan pesa sui mercati

Bitcoin è sceso sotto la soglia degli 80.000 dollari, in una seduta segnata dal ritorno dell’avversione al rischio sui mercati delle criptovalute. Al momento della scrittura, i dati CoinMarketCap indicano BTC a 79.871,73 dollari, in calo dell’1,31% nelle 24 ore e del 2,11% su sette giorni, con una capitalizzazione di 1.599,76 miliardi di dollari.

La perdita del livello psicologico degli 80.000 dollari arriva dopo una fase in cui quella soglia aveva funzionato da supporto per buona parte della settimana. CoinDesk ha riportato che nelle ore asiatiche di giovedì BTC era scambiato intorno a 79.200 dollari, con un ribasso del 2,3% su base giornaliera e del 2,2% su sette giorni secondo i dati CoinGecko citati dalla testata.

Il movimento non ha riguardato solo BTC. Sempre secondo i dati ripresi da CoinDesk, SOL ha guidato i ribassi tra le principali criptovalute con un calo del 5,6% a 90 dollari, restituendo gran parte dei guadagni accumulati nelle ultime settimane. Ether è sceso del 2,1% a 2.250 dollari, mentre BNB ha ceduto l’1,6% a 660 dollari, pur restando positiva del 3,9% sull’arco settimanale. XRP ha perso l’1,7% a 1,43 dollari; Dogecoin è rimasta in rialzo dello 0,9% a 0,1126 dollari.

A pesare sul sentiment è stato anche il vertice tra Donald Trump e Xi Jinping a Pechino, indicato da CoinDesk come la prima visita in Cina di un presidente statunitense in carica in quasi dieci anni. Nel resoconto cinese dell’incontro, Xi avrebbe richiamato Trump sul dossier Taiwan, avvertendo che una gestione errata della questione potrebbe portare a un’escalation. La stessa ricostruzione segnala che la nota cinese sarebbe stata diffusa prima della fine della riunione, aumentando l’attenzione dei mercati sul tema geopolitico.

Il quadro si inserisce in una settimana già condizionata dai dati macroeconomici statunitensi. La pressione su BTC era emersa dopo nuove letture sull’inflazione, un tema che aveva già mantenuto il prezzo vicino a quota 80.000 dollari dopo il dato PPI Usa, come ricostruito nel nostro aggiornamento sul Bitcoin vicino a 80.000 dollari dopo il PPI. In fasi di volatilità legata a macroeconomia e geopolitica, il mercato tende a ridurre l’esposizione agli asset più rischiosi; un contesto che rientra tra i temi trattati nella nostra guida al trading di criptovalute.

La reazione delle criptovalute conferma quindi una fase di mercato dominata da tassi, inflazione e rischio geopolitico più che da catalizzatori specifici del settore. Il fatto che Dogecoin sia stata l’unica tra le principali a restare in verde nelle 24 ore, secondo i dati citati da CoinDesk, non cambia il quadro complessivo: la perdita degli 80.000 dollari da parte di BTC riporta l’attenzione sui prossimi livelli di supporto e sulla capacità del mercato di assorbire ulteriori shock esterni.

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