Bitcoin, volatilità in rialzo mentre si calma il panico sul petrolio
La volatilità del petrolio rientra dopo il picco, ma Bitcoin resta fragile tra deflussi dagli ETF spot, vendite di Strategy e timori sui tassi.

Bitcoin resta sotto pressione anche mentre si attenua una delle tensioni che nelle ultime settimane aveva pesato sugli attivi rischiosi: la volatilità del petrolio. CoinDesk ha riportato che l’indice CBOE Oil Volatility Index è tornato al 57,63%, lo stesso livello indicato per l’ultima settimana di febbraio, prima dell’avvio della guerra con l’Iran. Il rientro della paura sull’energia, in teoria, dovrebbe togliere un ostacolo a mercati azionari e criptovalute. La reazione della principale criptovaluta, però, va nella direzione opposta: la volatilità implicita a 30 giorni di Bitcoin, misurata dall’indice BVIV citato da CoinDesk, è salita dal 36% a un massimo del 59% dall’inizio della scorsa settimana e ora si muove intorno al 50%. Sul mercato a pronti, Bitcoin scambia a 61.616 dollari, in lieve calo dello 0,11% nelle ultime 24 ore. Il livello conferma la fase fragile già emersa quando il prezzo era tornato sotto area 62.000 dollari, come nella nostra ricostruzione su deflussi dagli ETF e intelligenza artificiale. Per chi segue il mercato con orizzonte operativo, il tema rientra anche nel quadro più ampio della guida su come comprare Bitcoin, dove la volatilità resta una variabile centrale. CoinDesk ha collegato il nuovo aumento delle attese di oscillazione a tre fattori: uscite rapide dagli ETF spot, vendite attribuite a Strategy e crescente cautela su inflazione e tassi della Federal Reserve. Il nodo Strategy è diventato uno dei principali catalizzatori del dibattito, dopo le notizie sui nuovi acquisti e sulla prudenza del mercato analizzate in Strategy compra ancora Bitcoin, ma il mercato resta prudente. La pressione sugli ETF non è un elemento isolato. Nei giorni scorsi il mercato aveva già mostrato difficoltà ad assorbire i deflussi, con una domanda meno aggressiva in prossimità dei 60.000 dollari, come emerso nell’approfondimento su ETF Bitcoin e fuga record di capitali. In questo contesto, anche piccoli cambiamenti nelle aspettative sui tassi possono amplificare i movimenti sui derivati di Bitcoin. Un altro elemento indicato da CoinDesk riguarda l’intelligenza artificiale. Per Anthropic, il punto che gli operatori dovrebbero seguire non sarebbe tanto il nuovo modello Claude, quanto l’eventuale percorso verso una offerta pubblica iniziale. La competizione per i capitali tra titoli legati all’intelligenza artificiale e criptovalute è già visibile: nei giorni scorsi abbiamo segnalato la rotazione verso l’IA a scapito delle criptovalute. Il ritorno della volatilità su Bitcoin arriva inoltre in una fase in cui il mercato dei derivati sta assumendo un peso crescente. L’avvio dei future sulla volatilità da parte del CME, trattato nel nostro articolo sui primi scambi dei future sulla volatilità di Bitcoin, rende più immediata la traduzione delle aspettative di rischio in strumenti negoziabili. Il raffreddamento del petrolio riduce una fonte di stress macro, ma non elimina le pressioni specifiche che oggi gravano sulla criptovaluta. ### Fonti - CoinDesk