Capital B, Adam Back finanzia la nuova spinta sulla tesoreria BTC
Adam Back investe 7,6 milioni di euro in Capital B: la società francese punta ad aggiungere 376 BTC alla propria tesoreria con warrant quinquennali.

La tesoreria in Bitcoin di Capital B torna al centro del mercato europeo: la società francese ha raccolto 7,6 milioni di euro da Adam Back tramite un collocamento privato. The Block ha riportato che i proventi potrebbero sostenere l’acquisto di altri 376 BTC, portando il potenziale portafoglio della società a 3.521 BTC. CoinDesk ha indicato che Capital B, quotata su Euronext Growth Paris, ha emesso 13.181.030 azioni nel quadro dell’operazione.
Il prezzo di sottoscrizione è stato fissato a 0,58 euro per azione, livello che la società ha presentato come un premio del 15,4% rispetto alla chiusura del primo settembre. La struttura dell’aumento non si limita alle nuove azioni. A ogni titolo sono associati quattro warrant con scadenza a cinque anni: due esercitabili a 0,75 euro, uno a 0,98 euro e uno a 1,27 euro.
Se tutti i 52,7 milioni di warrant fossero esercitati, Capital B incasserebbe altri 49,4 milioni di euro ed emetterebbe le relative nuove azioni. La società ha previsto anche un meccanismo di esercizio accelerato. Potrà attivarlo se il prezzo medio ponderato per i volumi su 20 giorni supererà il 130% del prezzo di esercizio del warrant applicabile per 20 sedute consecutive.
La chiusura del collocamento è attesa non prima del 3 settembre, mentre i proventi netti stimati dopo costi e commissioni sono pari a circa 7,3 milioni di euro. L’operazione conferma il ruolo crescente delle tesorerie aziendali nel mercato degli asset digitali, un tema già emerso con la mossa di Strategy da 370 milioni. Il parallelo non è automatico, perché dimensioni, leva finanziaria e liquidità dei titoli restano molto diverse, ma il filo comune è l’uso di strumenti di mercato per finanziare l’accumulo di riserve.
Nello stesso filone delle società quotate si inserisce anche il precedente di Bitmine su Ethereum, che ha riacceso il dibattito sulle strategie di bilancio legate agli asset digitali. Capital B ha indicato che, considerando i proventi dell’operazione e le attività in corso, la propria posizione potrebbe salire da 3.145 a 3.521 BTC. Nel perimetro richiamato dalla società, il gruppo risultava al 26º posto tra 198 società pubbliche monitorate al 2 settembre.
Per gli investitori europei, la vicenda rimanda alla differenza tra esposizione diretta e investimento tramite società quotata, un tema collegato anche alla nostra guida per comprare il principale criptoasset. La decisione arriva in una fase in cui la volatilità resta elevata e il mercato continua a misurarsi con tassi, dollaro e aspettative macroeconomiche. Il contesto era già emerso nel nostro aggiornamento su Fed, oro e Borse, mentre la quotazione di BTC resta il riferimento immediato per valutare l’impatto potenziale sulle riserve.
Per inquadrare i rischi operativi di queste oscillazioni, resta utile anche la nostra guida al trading di criptovalute. Il nodo principale, ora, riguarda l’effettiva conversione della raccolta in nuove riserve e l’eventuale esercizio dei warrant. La possibile diluizione futura è parte integrante della struttura scelta, ma il profilo a cinque anni lascia alla società un margine temporale ampio.
Per Capital B, la scommessa è trasformare un aumento di capitale relativamente contenuto in una base patrimoniale digitale più ampia, senza perdere il controllo del costo del capitale.