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Cramer sceglie Intel e non Nvidia per l’IA: la scommessa che divide Wall Street

Jim Cramer indica Intel come titolo chip IA preferito al posto di Nvidia. La tesi poggia su processori centrali, fonderie e un rally già estremo.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Cramer sceglie Intel e non Nvidia per l’IA: la scommessa che divide Wall Street

Jim Cramer ha indicato Intel come sua scelta principale tra i titoli dei chip per l’intelligenza artificiale, preferendola a NVIDIA. The Motley Fool ha riportato che la presa di posizione del volto di Mad Money arriva dopo un rialzo di 263% del titolo da inizio anno, un dato che rende la chiamata più controversa che prudente. La tesi ruota attorno a due elementi: l’eredità del gruppo nei processori centrali e i segnali di stabilizzazione della sua attività di fonderia.

Cramer lega il tema alla prossima fase dell’intelligenza artificiale, quella dei sistemi agentici, che non si limitano a generare contenuti ma possono pianificare passaggi, raccogliere dati e completare compiti con minore intervento umano. Il punto è rilevante perché la corsa all’intelligenza artificiale non riguarda più soltanto la potenza di calcolo parallelo, dominata dai processori grafici. Se i carichi di lavoro diventano più complessi e distribuiti, la domanda potrebbe coinvolgere anche architetture diverse, riaprendo il confronto tra processori centrali, acceleratori e capacità produttiva interna: un tema già emerso nella nostra analisi su come il gruppo statunitense abbia riacceso la corsa ai chip Usa.

Il mercato resta però diviso. Il rally già accumulato impone una verifica severa delle aspettative, perché un titolo salito di oltre due volte e mezza in pochi mesi può incorporare molta parte del miglioramento atteso. In questo contesto, la selezione dei titoli legati all’intelligenza artificiale resta un terreno ad alta volatilità, più vicino a un confronto sui fondamentali che a una semplice lista di migliori azioni da comprare.

Dall’altra parte, il leader dei processori grafici resta il riferimento di mercato per centri dati, addestramento dei modelli e infrastrutture ad alte prestazioni. Il titolo scambia a 208,65 dollari, in calo dello 0,97% nelle ultime 24 ore, mentre gli investitori continuano a valutare quanto spazio di crescita resti dopo anni di rivalutazione legata all’intelligenza artificiale. La discussione si inserisce in una filiera in rapido movimento.

Nei giorni scorsi abbiamo raccontato l’accordo da 6,3 miliardi tra SpaceX e Reflection, che conferma quanto la capacità di calcolo sia diventata una risorsa strategica, e il progetto con cui Google accelera sui chip IA insieme a MediaTek, segnale che i grandi gruppi tecnologici cercano alternative e integrazioni alle soluzioni dominanti. La chiamata di Cramer, quindi, non è soltanto una preferenza tra due azioni. È una scommessa sul fatto che la prossima fase dell’intelligenza artificiale possa premiare anche chi controlla processori centrali e produzione, non solo chi ha guidato l’era degli acceleratori grafici.

Per Wall Street il nodo resta lo stesso: distinguere una vera svolta industriale da un entusiasmo di mercato già riflesso nei prezzi.

Fonti - The Motley Fool

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