Dogecoin e Shiba Inu sotto pressione mentre Bitcoin resta fragile
Dogecoin e Shiba Inu cedono circa il 9% mentre Bitcoin resta vicino a 61.000 dollari: future più difensivi e vendite sulle altcoin più speculative.

Dogecoin e Shiba Inu sono finite al centro delle vendite nel segmento più speculativo del mercato, con ribassi di circa 9% mentre Bitcoin resta poco sopra l’area dei 60.000 dollari. Il movimento segnala una riduzione del rischio che, nelle fasi di tensione, colpisce prima i token meme e poi si estende al resto delle criptovalute alternative. CoinDesk ha riportato che il deterioramento del sentiment è arrivato mentre la principale criptovaluta si avvicinava alla soglia psicologica dei 60.000 dollari, innescando liquidazioni su altcoin e token meme. Bitcoin scambia a 61.013,05 dollari, sostanzialmente invariato nelle ultime 24 ore con un -0,03%, ma la tenuta del livello resta osservata con attenzione da chi segue il trading criptovalute. Nel dettaglio, Dogecoin è sceso da 0,0891 a 0,0830 dollari, rompendo il canale ascendente che aveva guidato i prezzi da febbraio. Shiba Inu è arretrato da 0,000004997 a 0,000004630 dollari, attraversando al ribasso l’area di supporto indicata vicino a 0,000004780 dollari, in una seduta caratterizzata da pressione di vendita elevata. La correzione non riguarda soltanto i prezzi spot. CoinDesk ha indicato che i trader sui derivati hanno ridotto l’esposizione, con le posizioni aperte sui future Dogecoin in calo e quelle su Shiba Inu vicine ai minimi del ciclo. È un comportamento coerente con una fase nella quale la leva viene tagliata rapidamente, soprattutto sugli strumenti più sensibili alla propensione al rischio. Il quadro, tuttavia, non è univoco. Sotto la superficie, CoinDesk ha segnalato deflussi dagli scambi per entrambi i token, un elemento che in condizioni normali può essere letto come accumulazione o minore disponibilità immediata alla vendita. In questa fase, però, il segnale viene bilanciato dalla debolezza tecnica e dall’aumento della prudenza sulle scadenze future. La pressione sui token meme si inserisce in una settimana già difficile per il mercato delle criptovalute. Venerdì avevamo evidenziato come Bitcoin fosse a un passo da 60.000 dollari, con giugno partito in rosso pesante per molte altcoin. Il movimento odierno conferma che il mercato sta ancora cercando un punto di equilibrio dopo le vendite accelerate degli ultimi giorni. Il nervosismo ha coinvolto anche altri segmenti del comparto, dalle altcoin più liquide ai progetti con maggiore esposizione alla speculazione di breve periodo. Il caso di NEAR Protocol, già citato nel nostro aggiornamento sul rimbalzo di Bitcoin e sulle altcoin colpite dalle vendite, mostra come la rotazione difensiva non sia limitata ai token meme, ma riguardi l’intero perimetro degli asset digitali rischiosi. Per il mercato, il livello dei 60.000 dollari resta quindi una soglia tecnica e psicologica. Se la tenuta dovesse indebolirsi, le liquidazioni potrebbero continuare a pesare sui token con minore profondità di mercato; al contrario, una stabilizzazione sopra area 61.000 potrebbe ridurre la pressione più immediata. Il contesto resta fragile, come emerso anche nell’analisi su Bitcoin sopra 61.000 dollari dopo le vendite da panico globali, dove la volatilità rimane il principale fattore da monitorare. ### Fonti - CoinDesk