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Bitcoin rimbalza dopo il tonfo, altcoin colpite dalle vendite

BTC risale in area 64.000 dollari dopo il crollo notturno, mentre HYPE e NEAR cedono e il mercato osserva Strategy e STRC con cautela.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Bitcoin rimbalza dopo il tonfo, altcoin colpite dalle vendite

Bitcoin prova a stabilizzarsi dopo una nuova ondata di vendite che ha attraversato il mercato delle criptovalute tra mercoledì e la notte. BTC scambia a 64.111,15 dollari, in lieve rialzo dello 0,11% nelle ultime 24 ore, ma il recupero resta fragile dopo il passaggio sotto area 62.000 dollari segnalato nelle ore precedenti. CoinDesk ha riportato che il rimbalzo intraday ha riportato BTC intorno a 64.200 dollari, circa 3.000 dollari sopra i minimi notturni. Il movimento arriva dopo una seduta dominata da liquidazioni e vendite forzate, già al centro della nostra analisi sulle liquidazioni da 1,5 miliardi. La pressione non è isolata: nelle ultime giornate il mercato aveva già mostrato segnali di deterioramento, con Standard Chartered che aveva indicato un possibile avvicinamento del fondo nel nostro approfondimento sul calo di BTC. La novità del ribasso, secondo Decrypt, è che questa volta non sono stati risparmiati nemmeno i token che avevano guidato i recuperi recenti. Il token HYPE di Hyperliquid era salito fino a 75 dollari prima della correzione, mentre NEAR Protocol è stato indicato tra i più colpiti, con un calo fino al 18%. Decrypt ha citato anche ZEC e VVV tra gli asset reduci da massimi locali e poi travolti dalle vendite, segnale che la rotazione verso le altcoin più forti si è rapidamente indebolita. A pesare sul sentiment è intervenuto anche Arthur Hayes. Decrypt ha indicato che il cofondatore di BitMEX ha comunicato l’uscita dalle posizioni su HYPE e NEAR, collegando la scelta al rischio che il mercato sia vicino a un massimo macro. Hayes ha richiamato l’aumento dei prezzi dell’energia, le tensioni legate all’Iran, l’attesa per tre grandi collocamenti nel settore dell’intelligenza artificiale e la possibilità di una svolta politica di Trump contro l’IA. Il tema non riguarda un singolo titolo tecnologico come Apple, ma la sostenibilità del premio assegnato al comparto crescita; sul fronte dei token politici, anche Official Trump resta un indicatore della sensibilità del mercato alle narrative elettorali statunitensi. Il secondo fronte osservato dagli operatori resta Strategy, dopo la vendita di 32 BTC comunicata la scorsa settimana. CoinDesk ha riportato che il titolo privilegiato STRC, sceso mercoledì fino a 94 dollari, è risalito a 96,15 dollari, con un progresso dell’1,6%. La dimensione del programma resta però centrale: con oltre 15 miliardi di dollari emessi e una cedola indicata all’11,5%, il costo annuo dei dividendi è vicino a 1,8 miliardi. Il tema aveva già acceso il dibattito sulla vendita BTC conteggiata a giugno e sul precedente approfondimento in cui Saylor puntava su STRC. Il quadro resta quindi diviso tra rimbalzo tecnico e rischio di nuove vendite. La lieve variazione positiva di BTC nelle 24 ore non cancella i segnali di stress: dalle vendite dei detentori storici ai deflussi record dei fondi quotati, il mercato continua a prezzare minore propensione al rischio. In una fase simile, volatilità e liquidità restano i due fattori chiave da monitorare, come spiegato nella nostra guida al trading di criptovalute, perché il rimbalzo può restare vulnerabile finché non torna domanda stabile sugli asset principali. ### Fonti - Decrypt

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