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Standard Chartered vede vicino il fondo per Bitcoin dopo il crollo

Standard Chartered ritiene che il minimo di BTC sia vicino dopo il calo settimanale del 14%, tra deflussi dagli ETF, liquidazioni e caso Strategy.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Standard Chartered vede vicino il fondo per Bitcoin dopo il crollo

Bitcoin tenta una stabilizzazione dopo una delle settimane più dure dell’anno per il mercato delle criptovalute. La valutazione di Standard Chartered è che la fase di ribasso possa essere vicina a un punto di esaurimento, dopo vendite forzate, deflussi dai fondi quotati e nuove tensioni legate a Strategy. BTC scambia a 64.058,03 dollari, con una variazione nelle ultime 24 ore pari a +0,03%. Bitcoin Magazine ha riportato che il calo settimanale è arrivato al 14%, portando BTC su livelli che non si vedevano da febbraio. La discesa è stata alimentata da una combinazione di fattori: uscite dagli strumenti istituzionali, liquidazioni di posizioni a leva, pressione geopolitica e l’effetto psicologico della vendita attribuita a Strategy, evento che ha incrinato una narrativa finora fondata sull’accumulo costante. Il punto centrale dell’analisi è arrivato da Geoff Kendrick, responsabile globale della ricerca sugli asset digitali di Standard Chartered. Kendrick ha indicato ai clienti che il minimo sarebbe ormai «quasi raggiunto», pur dentro un quadro ancora fragile. La banca non ha descritto una ripresa lineare: il messaggio è piuttosto che una parte rilevante dello stress potrebbe essere già stata assorbita dal mercato. The Block ha indicato che Standard Chartered vede due elementi a sostegno di questa lettura: la tenuta relativa delle posizioni negli ETF e la possibilità che Strategy torni ad acquistare dopo la vendita che ha sorpreso il mercato. Il tema dei fondi quotati resta cruciale, come emerso anche nella nostra ricostruzione sulla serie di deflussi dai fondi quotati Usa, che ha mostrato quanto la domanda istituzionale sia diventata determinante per gli equilibri di breve periodo. La settimana è stata segnata anche da un aumento della volatilità intraday. Il passaggio sotto area 62.000 dollari ha coinciso con liquidazioni consistenti, già analizzate nel nostro approfondimento sul crollo sotto 62.000 dollari e sulle liquidazioni. A pesare è stato inoltre il caso Strategy, dopo la vicenda ricostruita nel pezzo sulla vendita BTC conteggiata a giugno da Polymarket, che ha aumentato l’incertezza sulla condotta dei grandi detentori societari. La pressione non è rimasta confinata al principale asset digitale. Anche il sentiment sugli altri protocolli resta prudente, con gli operatori che guardano alla tenuta della liquidità su strumenti come NEAR Protocol e sulle principali altcoin. In questo contesto, la nostra guida su comprare Bitcoin resta un riferimento informativo per comprendere meccanismi, rischi e differenze tra esposizione diretta e strumenti quotati, senza trasformare la volatilità di breve periodo in una raccomandazione operativa. Il giudizio di Standard Chartered arriva quindi in una fase in cui il mercato cerca di distinguere tra capitolazione e semplice pausa tecnica. Il recupero richiederà segnali più chiari sui flussi degli ETF, una riduzione della leva e maggiore visibilità sulle mosse di Strategy. Per ora, il messaggio della banca è netto ma condizionato: il peggio potrebbe essere vicino, non necessariamente già superato. ### Fonti - Bitcoin Magazine

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