BTC, Standard Chartered vede la primavera dopo ETF e Strategy
Standard Chartered vede segnali rialzisti su BTC: ETF tornano in afflusso, Strategy compra ancora e il petrolio allenta la pressione macro sui mercati.

Bitcoin prova a consolidare il recupero dopo una fase segnata da deflussi dagli ETF, tensioni geopolitiche e timori sull’inflazione. BTC scambia a 66.559,98 dollari, in rialzo dello 0,43% nelle ultime 24 ore, mentre una lettura più favorevole dei flussi istituzionali riporta ottimismo sul mercato. CoinDesk ha riportato che Geoffrey Kendrick, responsabile della ricerca sulle attività digitali di Standard Chartered, ritiene possibile che BTC abbia già segnato il minimo dell’attuale ciclo.
La banca aveva indicato nei giorni scorsi l’area dei 59.000 dollari come livello chiave, uno scenario approfondito anche nella nostra analisi sul minimo a 59.000 dollari visto da Standard Chartered. Il cambio di tono arriva dopo mesi in cui il mercato delle criptovalute ha faticato a trovare domanda stabile. I tre elementi osservati da Kendrick si sono mossi nella direzione attesa: nuovi acquisti societari, ritorno degli afflussi sugli ETF e calo del petrolio.
Strategy ha comunicato l’acquisto di 1.587 BTC la scorsa settimana, passaggio che abbiamo ricostruito nel pezzo sull’acquisto di 1.587 BTC da parte di Strategy. Gli ETF statunitensi sul sottostante hanno registrato afflussi netti per 86 milioni di dollari venerdì, dopo una serie di riscatti rilevanti. Il tema degli ETF resta centrale perché, dal lancio statunitense di gennaio 2024, questi strumenti sono diventati una delle principali fonti di domanda per BTC.
Il ritorno degli afflussi era già emerso nella nostra copertura sugli ETF Bitcoin tornati positivi dopo cinque sedute negative, mentre la guida agli ETF su criptovalute aiuta a inquadrare il ruolo di questi prodotti nei portafogli regolamentati. Per gli investitori retail, il confronto tra esposizione diretta e strumenti quotati resta distinto dal tema operativo del comprare Bitcoin. Sul fronte macro, la debolezza del petrolio riduce il rischio che un nuovo shock energetico alimenti inflazione e tassi più alti.
È un punto rilevante dopo le oscillazioni legate al Medio Oriente, già al centro dell’analisi su BTC dopo la tregua sull’Iran, e mentre i mercati seguono anche l’impatto dei tassi giapponesi su BTC. Rendimenti obbligazionari più contenuti tendono a migliorare l’appetito per gli attivi rischiosi, incluse le criptovalute. La lettura di Standard Chartered non elimina i rischi, ma segnala un cambiamento rispetto alla fase di vendite forzate e riscatti dagli strumenti quotati.
Le tesorerie aziendali restano un indicatore osservato con attenzione, soprattutto quando gli acquisti arrivano da società già molto esposte a BTC. Se il minimo del ciclo fosse davvero alle spalle, la tenuta dei flussi ETF diventerebbe il primo banco di prova per confermare il rimbalzo. Per ora il mercato resta sopra l’area dei 66.000 dollari, ma la conferma dipenderà dalla continuità della domanda istituzionale e dall’assenza di nuovi shock macro.
La narrativa della primavera delle criptovalute, rilanciata da Standard Chartered, si misurerà quindi sui dati dei prossimi giorni più che sulle dichiarazioni degli analisti.