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Strategy fa cassa: vende azioni MSTR e lascia fermo Bitcoin

Strategy ha venduto azioni MSTR per 263,5 milioni di dollari senza comprare Bitcoin, portando la riserva in dollari oltre 3,2 miliardi.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Strategy fa cassa: vende azioni MSTR e lascia fermo Bitcoin

Strategy ha venduto azioni proprie per 263,5 milioni di dollari nell’ultima settimana e non ha acquistato nuovi Bitcoin. La società, diventata negli anni il principale veicolo quotato legato alla tesoreria in Bitcoin, ha portato la propria riserva in dollari a 3,225 miliardi, un massimo per il gruppo. Bitcoin Magazine ha riportato che la vendita ha riguardato 2.732.318 azioni MSTR tra il 13 e il 19 luglio, sulla base di una comunicazione 8-K depositata presso la Securities and Exchange Commission statunitense.

Nello stesso periodo Strategy non ha comprato né venduto Bitcoin e non ha effettuato riacquisti di azioni nell’ambito dei propri programmi autorizzati. Il dato più rilevante è il cambio di passo nella gestione della liquidità. I proventi dell’operazione hanno alimentato un incremento di 225 milioni di dollari della riserva in valuta statunitense, confermando una fase in cui la società sta privilegiando il rafforzamento del cuscinetto di cassa rispetto all’espansione immediata della posizione in criptovaluta.

The Block ha indicato che Strategy detiene ancora 843.775 BTC, pari a circa il 4% dell’offerta massima di 21 milioni di unità. Con Bitcoin a 64.948,27 dollari, in rialzo dello 0,35% nelle ultime 24 ore, il pacchetto vale circa 54,7 miliardi di dollari, mentre il costo complessivo di acquisto comunicato dalla società è di circa 63,7 miliardi, pari a un prezzo medio di 75.476 dollari per Bitcoin. La differenza tra valore di mercato e costo storico implica perdite potenziali nell’ordine di 9 miliardi di dollari, senza però modificare la natura non realizzata di tale scostamento.

Il punto per gli investitori resta la sostenibilità del modello: Strategy continua a finanziare la propria struttura con emissioni e vendite di azioni, mentre mantiene un’esposizione molto concentrata sull’andamento di Bitcoin. La scelta arriva in una fase in cui Wall Street valuta con attenzione il rapporto tra liquidità, debito e multipli di Borsa, tema emerso anche nel recente ritorno d’interesse per i Magnifici Sette a Wall Street. Per Strategy, però, il confronto è più specifico: il titolo MSTR resta legato sia al prezzo della criptovaluta sia alla fiducia del mercato nella capacità della società di gestire passività e nuove raccolte.

Sul fronte delle criptovalute, la mancata aggiunta di Bitcoin interrompe almeno temporaneamente la narrativa degli acquisti ricorrenti, già osservata dagli operatori dopo la nostra analisi su Bitcoin in pausa dopo il dato CPI. Per chi segue il tema in ottica educativa, la guida su come comprare Bitcoin resta il riferimento di base, ma la vicenda Strategy riguarda soprattutto finanza societaria, leva e gestione del bilancio. Il segnale non va esteso automaticamente all’intero comparto: asset come NEAR Protocol rispondono a dinamiche proprie, legate a tecnologia, adozione e liquidità di mercato.

Tuttavia, quando una società così esposta a Bitcoin sceglie di accumulare dollari invece di aumentare la posizione, il mercato tende a leggere la mossa come un indicatore di prudenza. Le prossime comunicazioni diranno se la riserva sopra 3,2 miliardi di dollari rappresenta una pausa tattica o un orientamento più duraturo. Per ora Strategy non arretra dalla propria scommessa su Bitcoin, ma mostra di voler rafforzare la liquidità prima di impegnare nuovo capitale nella criptovaluta.

Fonti - Bitcoin Magazine

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