ETF su XRP, acquisti giù del 96%: ora pesa il test afflussi globale
Gli acquisti degli ETF su XRP sono calati del 96% dal lancio, mentre il mercato valuta la previsione da 8 miliardi di Standard Chartered sugli afflussi.

XRP torna al centro del mercato degli strumenti quotati dopo il forte raffreddamento della domanda sugli ETF collegati al token. Gli acquisti sarebbero scesi del 96% rispetto alla fase di lancio, mentre il prezzo resta poco sotto la parità con il dollaro: XRP scambia a 0,9996 dollari, in calo dello 0,32% nelle ultime 24 ore. Il punto ora è capire se il rallentamento rappresenti una normale normalizzazione post-debutto o un segnale più profondo sulla capacità del prodotto di attrarre capitali stabili.
L’articolo originale ha indicato come termine di confronto la previsione di Standard Chartered, che aveva stimato 8 miliardi di dollari di afflussi per gli ETF su XRP. La distanza tra ritmo iniziale e acquisti recenti rende quella soglia più impegnativa da raggiungere. Il caso si inserisce in una fase in cui gli ETF sulle criptovalute non vengono più valutati soltanto per l’effetto novità, ma per la loro capacità di trasformare interesse speculativo in domanda ricorrente.
Per chi segue il progetto, la nostra pagina su Ripple e XRP resta il punto di partenza per distinguere il ruolo della rete, del token e degli strumenti finanziari costruiti sopra di esso. In parallelo, la guida al trading di criptovalute aiuta a inquadrare la differenza tra esposizione diretta al token e strumenti quotati. Il calo degli acquisti non implica automaticamente deflussi o sfiducia strutturale, ma segnala che la fase di assorbimento iniziale potrebbe essersi esaurita più rapidamente del previsto.
Per il mercato di XRP, la variabile decisiva resta la liquidità: senza nuovi flussi costanti, anche un prodotto quotato può incidere meno sul prezzo rispetto alle attese. La sensibilità degli investitori verso la regolamentazione resta elevata, come mostrato anche dal recente caso Coinbase e dal rinvio del Clarity Act negli Stati Uniti. Il confronto con Bitcoin rimane inevitabile, perché gli ETF sul maggiore asset digitale hanno creato il precedente osservato da tutto il settore.
Tuttavia, non tutti i token hanno la stessa profondità di mercato, lo stesso grado di adozione istituzionale o la stessa storia regolamentare. Anche per questo il tema degli ETF e SEC su Bitcoin continua a essere un riferimento per misurare le aspettative sugli altri prodotti legati alle criptovalute. Nelle prossime sedute il mercato guarderà soprattutto alla tenuta degli afflussi netti e alla capacità degli ETF su XRP di attirare domanda oltre la prima ondata di curiosità.
La previsione di Standard Chartered resta un obiettivo ambizioso, ma il calo del 96% negli acquisti alza l’asticella per emittenti e investitori istituzionali. Sullo sfondo rimane anche il dibattito sugli asset digitali nei portafogli tradizionali, già emerso nella vicenda Strategy e riserve in Bitcoin.