Frode Coinbase da 16 milioni: 12 anni al truffatore di Brooklyn
Ronald Spektor, 23 anni, condannato a Brooklyn per una frode di phishing contro quasi 100 utenti Coinbase: restituzione da quasi 16 milioni.

Un tribunale di Brooklyn ha condannato Ronald Spektor a una pena compresa tra quattro e 12 anni di carcere per una frode contro utenti di Coinbase. CoinDesk ha riportato che lo schema ha sottratto circa 16 milioni di dollari a quasi 100 persone, attraverso messaggi e telefonate costruiti per convincere le vittime a spostare i propri fondi. Il caso riguarda Spektor, 23 anni, residente nell’area di Sheepshead Bay, che secondo l’ufficio del procuratore distrettuale di Brooklyn si presentava come referente dell’exchange.
Decrypt ha indicato che l’imputato si è dichiarato colpevole il 2 settembre dell’intero atto d’accusa da 31 capi d’accusa, tra cui riciclaggio, furto aggravato e possesso criminale di beni rubati. La dinamica contestata rientra nelle frodi di ingegneria sociale, una categoria in cui il bersaglio non è tanto l’infrastruttura informatica quanto la fiducia dell’utente. Decrypt ha ricostruito che alcune vittime ricevevano prima una serie di avvisi sul telefono, poi comunicazioni che preannunciavano una chiamata, talvolta sotto il nome James Wilson.
A quel punto venivano spinte a trasferire le attività verso un portafoglio che credevano personale, ma che era accessibile a Spektor. Il procedimento arriva in una fase in cui le truffe rivolte ai singoli detentori di criptovalute restano un tema centrale per chi segue il trading criptovalute. CoinDesk ha richiamato dati di settore secondo cui nel 2025 quasi il 41% degli incidenti di sicurezza nel comparto avrebbe coinvolto truffatori capaci di manipolare direttamente le vittime.
Anche per gli investitori esposti a Bitcoin, la lezione del caso è che la custodia e la verifica dei canali ufficiali pesano quanto la lettura del mercato, tema già emerso nel nostro approfondimento su Strategy e il ritorno di Saylor su Bitcoin. La sentenza è stata pronunciata dal giudice Danny Chun, mentre i pubblici ministeri avevano chiesto una pena più severa, compresa tra sette e 21 anni, secondo Decrypt. Spektor dovrà inoltre restituire quasi 16 milioni alle vittime e perdere contanti, criptovalute e beni personali per un valore stimato in oltre mezzo milione di dollari.
The Block ha sintetizzato il caso come una frode da circa 15,9 milioni di dollari basata su phishing e social engineering. Per Coinbase, il caso non riguarda un’accusa di compromissione diretta dei sistemi, ma evidenzia il rischio reputazionale che circonda le piattaforme quando i truffatori ne sfruttano il nome. Il nodo della fiducia operativa resta cruciale in tutto il settore degli asset digitali, dalle frodi sui portafogli alle nuove forme di pagamento, come visto anche nell’analisi su Apple e Google alla ricerca di esperti stablecoin.
La sentenza di Brooklyn conferma l’orientamento delle autorità statunitensi a trattare le frodi in criptovalute come criminalità finanziaria tradizionale, con recupero dei beni e risarcimento alle vittime. Il caso segnala anche un cambio di priorità investigativa: non solo attacchi a protocolli o piattaforme, ma schemi mirati contro utenti che vengono indotti a consegnare volontariamente il controllo dei propri fondi.