Goldman taglia il target AMD a 675 dollari: perché il selloff può aver esagerato
Goldman Sachs riduce il target su AMD a 675 dollari ma conferma il giudizio positivo dopo i conti record e il calo legato a Intel.

AMD torna al centro del dibattito a Wall Street dopo che Goldman Sachs ha ridotto il prezzo obiettivo a 675 dollari da 700 dollari, mantenendo però una valutazione positiva sul titolo. La revisione arriva dopo un trimestre record, ma anche dopo una correzione che ha riportato l’attenzione sui rischi di valutazione nel settore dei semiconduttori legati all’intelligenza artificiale. TIKR ha riportato che il nuovo target resta circa 40% sopra la chiusura di martedì a 483,90 dollari, mentre il titolo risulta ancora inferiore del 28% rispetto al massimo di chiusura del 6 ottobre.
Il messaggio implicito di Goldman è che il ribasso non cancella la tesi di crescita, pur imponendo un aggiustamento per il multiplo di mercato. Il selloff è maturato in un contesto più nervoso per l’intera filiera dell’intelligenza artificiale. A metà ottobre, le vendite sulle obbligazioni di CoreWeave e i dubbi sui ricavi di OpenAI hanno riaperto la domanda centrale: chi finanzierà davvero la costruzione dell’infrastruttura IA su larga scala.
È lo stesso nodo che attraversa anche il mercato del cloud, come emerso nella nostra analisi su Amazon e il peso di AWS nella stagione natalizia. La pressione si è poi intensificata dopo le indicazioni di Intel, che ha previsto ricavi del quarto trimestre tra 15,0 e 16,0 miliardi di dollari e un calo di oltre il 20% dei ricavi client rispetto al trimestre precedente. Quel segnale sul mercato dei personal computer ha colpito anche AMD, scesa dell’11% il 30 ottobre, mentre Intel tratta a 58,06 dollari, in calo del 4,11% nelle ultime 24 ore.
Il punto che Goldman continua a privilegiare riguarda però i numeri operativi di AMD. Nel terzo trimestre i ricavi sono aumentati del 45% annuo a 13,4 miliardi di dollari, mentre il segmento Data Center è quasi raddoppiato a 8,5 miliardi. Sono dati coerenti con quanto avevamo evidenziato dopo i conti, quando AMD aveva mostrato ricavi a 13,4 miliardi e centri dati in crescita del 97%.
Anche la guidance ha rafforzato la lettura positiva della banca. AMD ha indicato per il quarto trimestre ricavi intorno a 17 miliardi di dollari, sopra il livello di circa 16,2 miliardi implicito nelle stime annuali degli analisti prima della pubblicazione dei risultati. Lisa Su ha inoltre segnalato attese di crescita dei ricavi superiori all’80% nel 2027, elemento che sostiene la narrativa di espansione pluriennale nei chip per IA.
La riduzione del target, quindi, non nasce da un peggioramento dei fondamentali ma da una questione di valutazione. James Schneider di Goldman Sachs ritiene che risultati e prospettive possano sostenere un recupero del titolo, pur con un prezzo obiettivo più basso rispetto alla stima precedente. Per gli investitori che seguono il comparto azionario tecnologico, il caso resta inserito nel confronto più ampio sulle migliori azioni da comprare, dove valutazioni e crescita attesa pesano più del solo entusiasmo tematico.
Il rischio principale resta la trasmissione dei segnali deboli lungo tutta la catena dei semiconduttori. La recente pressione su Intel e sulle sue fonderie senza cliente chiave ha mostrato quanto rapidamente una guidance prudente possa contagiare anche società con driver di crescita differenti. Allo stesso tempo, il rimbalzo osservato in altri nomi del settore, come nel caso di NVIDIA e dei chip per l’IA, conferma che Wall Street continua a distinguere tra timori ciclici e domanda strutturale per capacità di calcolo.