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JPMorgan frena Ether: senza uso reale resta il divario con BTC

JPMorgan vede Ether e criptovalute alternative ancora lontane da Bitcoin: attività debole, finanza decentralizzata lenta e poca adozione reale.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
JPMorgan frena Ether: senza uso reale resta il divario con BTC

JPMorgan ridimensiona le attese di un recupero rapido di Ether e delle altre criptovalute alternative rispetto a Bitcoin. CoinDesk ha riportato che, per la banca statunitense, il mercato non potrà colmare il divario senza una ripresa consistente dell’attività sulle reti e dell’utilizzo effettivo delle applicazioni basate su catena a blocchi. Il punto centrale dell’analisi è che la domanda degli investitori resta concentrata sugli asset percepiti come più solidi, mentre attività sulle reti e crescita della finanza decentralizzata non mostrano ancora l’accelerazione necessaria per sostenere una rotazione ampia verso Ether e criptovalute alternative. In altre parole, il tema non è solo il prezzo, ma la capacità delle reti di generare uso, ricavi e casi pratici fuori dalla speculazione. Sul mercato, il Bitcoin scambia a 76.445,03 dollari, in calo dello 0,65% nelle ultime 24 ore. Il movimento resta coerente con una fase già fragile per l’intero comparto, dopo le pressioni evidenziate nella nostra analisi su deflussi dagli ETF e tassi elevati e nel quadro di breve periodo in cui Bitcoin è tornato a muoversi nell’area dei 77 mila dollari, come raccontato nel focus su rischio e mercati sotto pressione. La lettura di JPMorgan arriva in un momento in cui Ether continua a essere osservato come principale alternativa istituzionale a Bitcoin, ma senza una dinamica di rete abbastanza forte da cambiare il giudizio degli operatori. Per chi segue il trading di criptovalute, il messaggio è che la differenza tra le principali monete digitali non si misura soltanto sulle oscillazioni giornaliere, ma anche sulla profondità degli ecosistemi e sulla crescita dell’uso reale. Il confronto resta particolarmente sensibile perché Bitcoin beneficia ancora di una narrativa più semplice, legata a scarsità, riserva digitale e domanda istituzionale. Anche le tesorerie aziendali continuano a essere un elemento di attenzione, come mostrato dal recente caso di Strive e dei nuovi acquisti di BTC. Per Ether e per le criptovalute alternative, invece, la banca indica che serve una prova più convincente sul fronte dell’adozione. Un altro nodo riguarda la finanza decentralizzata, che nelle fasi più espansive del settore aveva sostenuto commissioni, liquidità e narrativa di crescita per diverse reti. La recente attenzione su protocolli, collaterali e gestione del rischio, emersa anche nel caso Aave e WETH, conferma che la finanza decentralizzata resta centrale ma non ancora sufficiente, da sola, a riaprire un ciclo di domanda generalizzato. Il quadro tracciato da JPMorgan non esclude recuperi tattici, ma fissa uno scenario centrale prudente: senza un aumento significativo dell’attività sulle reti e applicazioni più usate nell’economia reale, Ether e il resto del mercato continueranno a inseguire Bitcoin. La questione si aggiunge ad altri fattori di rischio discussi nelle ultime settimane, compreso il confronto tecnologico tra reti richiamato nell’analisi su rischio quantistico, Bitcoin ed Ethereum. ### Fonti - CoinDesk

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