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Strategy, il nodo debito-Bitcoin divide il mercato dopo le voci

Jiang Zhuoer ridimensiona le ipotesi di vendite Bitcoin da parte di Strategy: debito contenuto anche con BTC a 30.000 dollari.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Strategy, il nodo debito-Bitcoin divide il mercato dopo le voci

Bitcoin resta al centro delle tensioni su Strategy, dopo giorni di ipotesi su possibili vendite della società per far fronte ai propri impegni finanziari. CoinDesk ha riportato che Jiang Zhuoer, amministratore delegato di BTC.TOP, ha respinto lo scenario di cessioni significative, sostenendo che la struttura del debito consentirebbe alla società di mantenere la propria linea anche con BTC molto più basso. Le speculazioni sono nate da movimenti osservati su un portafoglio di custodia riconducibile a Fidelity. CoinDesk ha indicato che un analista delle transazioni su blockchain ha stimato l’uscita di circa 45.000 BTC tra il 28 maggio e il 1° giugno, per un valore vicino a 3 miliardi di dollari, ipotizzando vendite graduali a un prezzo medio vicino a 66.000 dollari. La ricostruzione, però, non equivale a una conferma: lo stesso portafoglio custodisce anche strumenti ETF su bitcoin ed ether di Fidelity, quindi l’associazione diretta a Strategy resta un’ipotesi. Jiang ha scritto su X, in cinese, che il dibattito è stato amplificato oltre misura. La sua tesi poggia soprattutto sul bilancio: il debito di Strategy sarebbe pari a circa 5% degli attivi e salirebbe solo intorno al 10% anche se bitcoin scendesse a 30.000 dollari. In questa lettura, la società avrebbe pochi incentivi a compromettere la narrazione costruita negli anni attorno alla detenzione di BTC, soprattutto perché l’immagine di non venditrice è parte rilevante della sua storia di mercato. Il prezzo di BTC scambia a 63.038,68 dollari, con una variazione nelle 24 ore pari a -0,04%, in una seduta che non mostra una rottura direzionale netta. La cautela attraversa anche altri segmenti del mercato delle criptovalute, compresi progetti come NEAR Protocol, mentre gli operatori restano concentrati su flussi degli ETF, liquidità e tenuta dei grandi detentori. Il caso si inserisce in una fase già sensibile per Strategy e per la figura di Michael Saylor. Nei giorni scorsi il mercato aveva seguito lo scontro Saylor-Arca sulle cause del crollo a 60.000, mentre un’altra analisi aveva messo in evidenza come per Strategy pesino anche riserve in dollari e quadro legislativo statunitense. Il punto centrale resta la sostenibilità della leva finanziaria in uno scenario di mercato meno favorevole. Per gli investitori, il tema non è soltanto la direzione del prezzo, ma il rischio di liquidità collegato alle società che hanno trasformato BTC in asse portante della tesoreria. Chi segue il mercato attraverso una logica di lungo periodo, anche nella prospettiva di comprare Bitcoin, osserva ora se le pressioni di breve periodo saranno sufficienti a modificare il comportamento dei maggiori detentori aziendali. La replica di Jiang non chiude il caso, ma sposta il confronto dal singolo movimento di portafoglio alla solidità del modello finanziario di Strategy. Finché non emergeranno conferme ufficiali di vendite, il mercato resterà sospeso tra dati su catena difficili da interpretare e una narrativa societaria fondata sulla conservazione di BTC. In parallelo, il contesto resta condizionato dagli ETF, dopo le recenti tensioni descritte anche nell’analisi su Bitcoin sotto esame tra inflazione ed ETF. ### Fonti - CoinDesk

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