Lezione 8: terminologia e vocabolario di trading

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terminologia di trading

Di seguito riportiamo un vocabolario della terminologia di trading più utilizzata, per far comprendere meglio al lettore tutte le lezioni future.

 

Lezione 8: un po' di terminologia di trading

Trend: è la “direzione del mercato”; in realtà il mercato si muove a “zig-zag”: il trend rappresenta allora la direzione di tali oscillazioni. Il mercato può avere tre direzioni (trend): al rialzo, al ribasso e laterale. E’ importante sottolineare che per almeno un terzo del tempo, il mercato si muove senza trend. Poiché il nostro l’approccio tecnico sarà quello di seguire il trend, ne deriva che dovremmo operare in “posizione” (quindi long) su un trend al rialzo, “scoperti” (quindi short) su un trend al ribasso e “fuori dal mercato” in assenza di trend. Come vedremo nella prossima lezione, il trend ha tre classificazioni: primario, secondario e terziario.

Supporto statico: è l’area, spesso rappresentata da una linea orizzontale, in cui il prezzo di un’azione o qualsiasi altro strumento finanziario in fase discendente si ferma. E’ anche un’area di reazione dei minimi del mercato in quanto gli acquisti a quei prezzi superano le vendite. Spesso una rottura di tale supporto ha implicazioni negative per l’andamento futuro dei prezzi, a meno che si è trattato di una falsa rottura (ricordiamo che l’analisi tecnica non è uno strumento infallibile); più volte il supporto viene testato e più lungo è il tempo in cui tale supporto resiste, più importante sarà il segnale negativo di una sua rottura.

Resistenza statica: è l’area in cui il prezzo di un’azione o qualsiasi altro strumento finanziario in fase ascendente si arresta. E’ anche un’area di reazione dei massimi del mercato in cui la pressione delle vendite supera la forza degli acquisti. Anche in questo caso più volte e per più tempo la resistenza viene testata, maggiori implicazioni positive avrà un suo attraversamento.

Trading range: è la zona neutrale dove gli acquisti e le vendite si equivalgono. E’ delimitata da un supporto statico e da una resistenza statica e rappresenta un periodo di lateralità sul mercato.

Media mobile: è una media dei prezzi. Basata sulle serie storiche, la media mobile può essere calcolata in ragione del numero dei periodi di osservazione. La sua ampiezza aiuta a definire le fasi di un trend:

  • brevissimo 5 – 13 giorni
  • breve 14 – 25 giorni
  • medio 26 – 60 giorni
  • lungo 61 – 200 giorni

Breakout: è la rottura di una resistenza. L’implicazione di breakout che ne deriva è bullish (rialzista) ed è tanto maggiore quanto:

  • la resistenza era significativa
  • la rottura avviene con volumi in aumento.

Breakdown: è la rottura di un supporto. L’implicazione che ne deriva cioè bearish (ribassista) segue le stesse regole del breakout.

Correzione: è un movimento correttivo, ovvero contrario al trend principale, che ci si può attendere su una tendenza. Sostanzialmente, può trattarsi dell’osservazione di un rialzo dopo una forte tendenza al ribasso o, viceversa, un improvviso ribasso dopo un forte movimento rialzista.

Lezione 8: un po' di terminologia di trading

 

Pull back: si tratta della correzione dopo un breakout o un breakdown; generalmente, infatti, dopo la rottura di una resistenza si riscontra sul mercato una “presa di profitto” che fa scendere i prezzi fino alla resistenza divenuta ora supporto (ricordiamo che il prezzo è dato da domanda/offerta, quindi, una minor domanda data dalla presa di profitto ovvero dalla vendita dello strumento, fa scendere il prezzo).

Quest’area può rappresentare una opportunità per ulteriori acquisti sia da parte di chi è già sul mercato sia da parte di nuovi acquirenti, soprattutto se avviene con volumi in diminuzione. Anche sulla rottura di un supporto spesso si osserva un pullback: questa volta la correzione è in salita verso il supporto diventato ora resistenza: se ciò avviene con bassi volumi può rappresentare un ottimo punto per vendere allo scoperto (short sell).

Trendline (supporto dinamico e resistenza dinamica): è una retta che unisce due minimi (trendline ascendente), o due massimi (trendline discendente); per essere significativa, tale retta deve essere testata almeno tre volte. La rottura di una trendline ascendente dà un segnale bearish (ribassista), la rottura di una trendline discendente dà un segnale bullish (rialzista). E’ importante sottolineare che maggiore è l’inclinazione della linea e meno significativa potrà essere un suo attraversamento. I segnali più forti avvengono su rotture di linee orizzontali o quasi, in prossimità di medie mobili di lungo periodo.

Stop loss: è il livello di prezzo che definisce la perdita che si è disposti a subire nel momento in cui si apre una posizione di trading sia long che short. L’espressione significa “fermare la perdita” e ha lo scopo di evitare che una piccola perdita si trasformi in una grande perdita quando si è dalla parte sbagliata del mercato, erodendo gran parte del capitale di una trader/investitore. Molto importante è il suo uso.

Take profit (target): è il livello di prezzo che, se toccato dai prezzi, determina automaticamente la chiusura della posizione in guadagno. In altre parole definisce l’obiettivo di profitto a cui si intende vendere. Esso viene utilizzato per evitare che una posizione in buon profitto si trasformi in una perdita nel caso in cui il mercato dovesse correggere o si dovesse “rigirare”.

Stop and reverse: chiusura della posizione corrente ed apertura di una nuova posizione contraria alla precedente.

Up trend: tendenza al rialzo, formata da una serie di massimi e minimi in salita.

Down trend: tendenza al ribasso, formata da una serie di massimi e minimi in discesa.

Breve termine: da 1 a 5 settimane.

Medio termine: da 5 settimane a 3 mesi.

Lungo termine: da 4 a 12 mesi.

Forza relativa: è l’andamento di un’azione o di un gruppo di azioni (settore) rispetto al mercato.

Tutti gli strumenti sopra citati potete trovarli sulla piattaforma Plus500.

Fatte queste premesse, nella prossima lezione studieremo la teoria di Dow per entrare nel vivo dei mercati finanziari.

Vai alla Lezione 9 – La teoria di Dow

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