William Sharpe e l’investimento affidabile

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Evidentemente noto per i suoi studi ed approfondimenti in ambito finanziario, matematico, informatico ed economico, William Sharpe si distinse sin dalla giovane età per il suo smisurato talento. Nacque a Boston nel 1934 e si laureò all’Università di Los Angeles California, nota come UCLA. Nel giro di pochi anni dal termine del suo percorso universitario in veste di studente, iniziò una brillante carriera come insegnante godendo di notorietà a livello internazionale e collaborando con alcune delle più grandi università nel mondo. L’ateneo di Stanford fu sempre in cima alle sue preferenze.

Nonostante spaziasse nei diversi ambiti culturali sopra indicati, Sharpe espose concetti di finanza applicata che rivoluzionarono l’ambiente finanziario dell’epoca, portandolo ad ottenere il massimo riconoscimento possibile ovvero il premio Nobel per l’economia che gli fu assegnato nel 1990. Quello fu il segno indelebile della sua genialità, seppur il premio venne condiviso con Merton Miller e Harry Markovitz. Tra i vari studi, è quello sull’investimento affidabile ad aver ottenuto il maggior successo in termini di popolarità.

L’indice di Sharpe per l’affidabilità di un investimento

Per cosa è principalmente famoso William Sharpe? Ovviamente per l’indice (o ratio) che prese il suo nome ovvero l’indice di Sharpe che permette di valutare l’affidabilità di un investimento effettuando il rapporto tra il maggior rendimento ottenibile ed il minor rischio assumibile.

La possibilità di valutare un investimento affidabile è affascinante. Scopriamo meglio di cosa si tratta.

Di fatti proprio questi sono gli elementi presi in considerazione nel calcolo di questo valore, che si ottiene mediante una specifica formula:

SR=(rendimento portafoglio – rendimento strumento free risk)/ volatilità portafoglio .

  • Al numeratore troviamo la differenza tra il rendimento del fondo e il rendimento di un titolo free risk, che corrisponde ad investimenti statali  a basso rendimento come i BOT.
  • Al denominatore troviamo la volatilità, ovvero lo scostamento accusato dai prezzi rispetto alla sua media standard, che rappresenta e quantifica il rischio del fondo. 

Il valore ottenuto mediante questa specifica formula è inversamente proporzionale alla rischiosità del titolo analizzato ovvero: maggiore è il Ratio Sharpe e minore è il rischio di investimento in quello strumento finanziario.

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Questo valore di per sé non è assumibile come unico dato per effettuare un investimento “sicuro”, ma ben integra una serie di analisi che un abile investitore dovrà fare per costruire un solido portafoglio, ancor di più se questo stesso individuo è un gestore di fondi composti da capitale di terzi.

L’indice di Sharpe quindi consente all’investitore di farsi un’idea sul rendimento di un determinato titolo o strumento finanziario, rispetto ad obbligazioni governative pur sempre a breve termine, dando così una quantificazione del rischio di investimento che si è disposti ad assumere per uno strumento da integrare nella propria strategia di investimento.

Per altri metodi d’investimento, visitate la nostra sezione dedicata alle strategie d’investimento e ai grandi investitori.