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Alphabet è scesa del 14% dai massimi: la nuvola riaccende la sfida con Amazon

La flessione di Alphabet e Amazon dai massimi riporta l’attenzione sulle divisioni di nuvola informatica e sui margini attesi nei prossimi conti.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Alphabet è scesa del 14% dai massimi: la nuvola riaccende la sfida con Amazon

Alphabet (Google) è tornata al centro del dibattito a Wall Street dopo una flessione di 14% dai massimi, mentre Amazon risulta in calo di oltre il 10% dal record toccato in estate. The Motley Fool ha sostenuto che le prossime comunicazioni societarie, attese più avanti nel mese, potrebbero cambiare il modo in cui il mercato valuta i due gruppi tecnologici. Il punto non è più soltanto il motore di ricerca di Google o il commercio elettronico del gruppo di Seattle.

La tesi ruota attorno alla nuvola informatica, un segmento che negli ultimi anni è diventato centrale anche nelle analisi sulle migliori azioni da comprare, pur senza trasformare automaticamente ogni ribasso in un’occasione. Nel modello descritto da The Motley Fool, le grandi piattaforme costruiscono capacità di calcolo e la mettono a disposizione dei clienti, che possono evitare investimenti diretti in server e infrastrutture. La fonte ha evidenziato che le divisioni dedicate alla nuvola di entrambi i gruppi generano in modo ricorrente margini operativi pari o superiori al 35%, una soglia che spiega perché il mercato guardi con attenzione ai prossimi dati.

Il titolo GOOGL scambia a 349,6 dollari, in rialzo dello 0,55% nelle ultime 24 ore. La reazione resta comunque prudente, perché la correzione dai massimi arriva in una fase in cui gli investitori stanno distinguendo con maggiore severità tra crescita reale dell’intelligenza artificiale, spesa infrastrutturale e ritorni economici misurabili. Il tema si lega anche al costo dell’energia e alla capacità di alimentare centri dati sempre più grandi.

Non a caso, nei giorni scorsi abbiamo analizzato l’accordo con Constellation Energy in Google mette 4,3 miliardi sul nucleare con Constellation Energy, mentre il confronto con Microsoft è tornato attuale dopo il caso Azure e Copilot. La vicenda non coinvolge Visa, ma il paragone tra grandi società con ricavi ricorrenti e forte leva operativa aiuta a capire perché Wall Street premi o penalizzi rapidamente i titoli percepiti come più redditizi. In parallelo, la composizione dei panieri tecnologici continua a incidere sui flussi: il caso dell’ETF settoriale raccontato in XLK esclude Amazon e Tesla mostra quanto le scelte degli indici possano amplificare la selezione tra i giganti del settore.

Il nodo delle prossime settimane sarà quindi verificare se la crescita della nuvola informatica riuscirà a compensare i timori su valutazioni e spesa per infrastrutture. Per la holding di Google e per il gruppo di Seattle, i prossimi numeri non diranno solo quanto crescono i ricavi, ma soprattutto se la redditività resta abbastanza solida da sostenere le attese accumulate sull’intelligenza artificiale.

Fonti - The Motley Fool

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