Berkshire mette 10 miliardi su Alphabet: Abel rompe l’attesa sulla cassa
Berkshire Hathaway investe 10 miliardi in Alphabet e riacquista azioni proprie per 4,5 miliardi: la cassa scende a 365,5 miliardi.

Berkshire Hathaway ha ridotto una parte della sua enorme liquidità con un investimento da 10 miliardi di dollari nella controllante di Google e con riacquisti di azioni proprie per circa 4,5 miliardi. La mossa segna uno dei primi passaggi rilevanti sotto la guida operativa di Greg Abel, chiamato a gestire l’eredità finanziaria costruita da Warren Buffett. La documentazione trimestrale del conglomerato indica che la cassa è scesa a 365,5 miliardi di dollari, dai quasi 400 miliardi registrati alla fine di marzo.
Il dato resta eccezionalmente elevato, ma il calo mostra che Berkshire ha iniziato a impiegare capitale in modo più visibile rispetto ai mesi precedenti. Il punto più osservato dal mercato è l’ingresso in Alphabet, società già al centro del dibattito su utili, intelligenza artificiale e valutazioni di Borsa. Sullo stesso gruppo, nei giorni scorsi, abbiamo analizzato il tema dell’utile record di Google e del nodo contabile SpaceX, un passaggio che ha riacceso l’attenzione degli investitori sulla qualità degli utili e sulla composizione delle partecipazioni.
Berkshire ha inoltre riacquistato proprie azioni per circa 4,5 miliardi di dollari, segnale che il gruppo ha trovato valore anche nel proprio capitale. I buyback, storicamente, vengono letti dagli investitori come un’indicazione sulla disciplina allocativa del management, soprattutto quando arrivano da una società abituata a muoversi con grande prudenza. Il bilancio suggerisce anche un incremento superiore a 24 miliardi di dollari nelle partecipazioni azionarie commerciali, industriali e in altri titoli, anche se il dettaglio completo delle nuove posizioni non emerge dall’estratto disponibile.
Per Wall Street il messaggio è comunque chiaro: una parte della liquidità accumulata viene ora rimessa al lavoro, in un contesto in cui tecnologia e intelligenza artificiale continuano a dominare i portafogli istituzionali, come mostrato anche dalla nostra analisi su Amazon, Alphabet e Uber nei portafogli dei grandi investitori. La scelta di puntare su Alphabet arriva mentre il mercato confronta le grandi piattaforme tecnologiche con altri beneficiari della corsa all’intelligenza artificiale. Il tema resta trasversale, dalle società di servizi digitali ai produttori di semiconduttori: non a caso NVIDIA è stata al centro del dibattito sui fondi a leva, dopo il nostro approfondimento sui fondi 2x su NVIDIA sotto tiro.
Per gli investitori, il cambio di passo di Berkshire è rilevante perché riguarda non solo un singolo acquisto, ma il modo in cui uno dei maggiori conglomerati al mondo decide di usare la liquidità. Chi segue il mercato azionario può leggere la mossa anche nel quadro più ampio delle migliori azioni da comprare, dove la selezione dei titoli resta legata a valutazioni, utili attesi e solidità dei flussi di cassa. Il confronto con gli asset alternativi resta sullo sfondo. Bitcoin scambia a 65.029,99 dollari, in rialzo dello 0,16% nelle ultime 24 ore, mentre le grandi società quotate continuano a mostrare strategie diverse nell’uso della liquidità: accumulo, investimenti tecnologici, buyback o esposizione diretta alla criptovaluta, come nel caso del recente piano da 15 miliardi di Strategy legato a Bitcoin.