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Bitcoin Depot va in Chapter 11 e spegne gli sportelli BTC negli USA

Bitcoin Depot chiede il Chapter 11 negli Stati Uniti, spegne oltre 9.000 sportelli e punta a vendere gli asset dopo pressioni regolatorie e finanziarie.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Bitcoin Depot va in Chapter 11 e spegne gli sportelli BTC negli USA

Gli sportelli per Bitcoin subiscono uno dei colpi più duri del settore retail statunitense: Bitcoin Depot ha chiesto la protezione del Chapter 11 e ha spento l’intera rete di chioschi. Bitcoin Magazine ha riportato che la società, quotata al Nasdaq con ticker BTM, intende chiudere le operazioni e procedere alla vendita degli asset, mentre Decrypt ha indicato che la procedura sarà supervisionata dal tribunale fallimentare del Southern District of Texas.

La società con sede ad Atlanta era stata descritta dalle fonti come il maggiore operatore nordamericano di sportelli per criptovalute. Al momento della crisi, Decrypt e Bitcoin Magazine hanno riferito che Bitcoin Depot gestiva oltre 9.000 chioschi, una rete che ad agosto 2025 risultava presente in 47 Stati, con un servizio di conversione da contante a BTC disponibile in punti vendita di 31 Stati. Il caso riguarda quindi un’infrastruttura fisica centrale per chi usava canali retail alternativi alle piattaforme digitali, tema collegato anche alla nostra guida su come comprare Bitcoin.

Il nodo principale indicato dall’azienda è regolatorio. L’amministratore delegato Alex Holmes, citato da Decrypt, ha attribuito il collasso a un contesto diventato più ostile per gli operatori di sportelli BTC, con obblighi di conformità più pesanti, limiti alle transazioni e, in alcuni casi, restrizioni o divieti. The Block ha riportato che il cambiamento delle regole ha reso difficile proseguire con l’attuale modello di business.

La pressione normativa si era già tradotta in interventi concreti a livello statale. Bitcoin Magazine ha scritto che l’Indiana è diventato il primo Stato a vietare i chioschi nel marzo 2026, seguito da Tennessee e Minnesota, mentre il Connecticut avrebbe sospeso nello stesso mese la licenza operativa di Bitcoin Depot. La società, sempre secondo Decrypt, prevede anche procedure separate di ristrutturazione in Canada per le entità locali.

Le difficoltà non erano soltanto regolatorie. Decrypt ha riportato che nel primo trimestre Bitcoin Depot aveva registrato un calo dei ricavi del 49,2% su base annua. La reazione del mercato azionario è stata violenta: Bitcoin Magazine ha indicato che il titolo BTM è sceso da 3 dollari a circa 0,75 dollari dopo la notizia, una contrazione che riflette il rischio percepito dagli investitori sulla continuità aziendale.

Il fallimento mette in evidenza la fragilità di un segmento che dipende da autorizzazioni locali, gestione del contante e controlli antiriciclaggio. Per il mercato delle criptovalute, l’episodio arriva in una fase già segnata da volatilità e riduzione della leva, come raccontato nel nostro aggiornamento sulle liquidazioni da 563 milioni. Il Chapter 11 non riguarda direttamente il protocollo BTC, ma colpisce uno dei canali fisici che negli Stati Uniti avevano reso più immediato l’accesso retail al settore.

Fonti

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