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Liquidazioni da 563 milioni: nuova pressione su Bitcoin ed Ether

Le posizioni rialziste sulle criptovalute subiscono liquidazioni per 563 milioni di dollari: Ether e BTC i più colpiti dal calo legato ai timori macro.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Liquidazioni da 563 milioni: nuova pressione su Bitcoin ed Ether

Le scommesse rialziste sul mercato delle criptovalute hanno subito una brusca battuta d’arresto. CoinDesk ha riportato che le liquidazioni hanno raggiunto 563 milioni di dollari, con Ether e Bitcoin tra gli strumenti più colpiti mentre i prezzi arretravano in un contesto dominato da timori macroeconomici.

Il dato fotografa una seduta in cui la leva finanziaria ha amplificato il movimento dei prezzi. Al momento della scrittura, BTC quota 76.985,86 dollari, in calo dello 0,54% nelle ultime 24 ore secondo i dati live TwelveData forniti nel monitoraggio di mercato. Il ribasso percentuale non appare estremo in termini assoluti, ma in presenza di posizioni a leva può essere sufficiente a innescare chiusure forzate su larga scala.

Le liquidazioni avvengono quando le garanzie depositate dagli operatori non sono più adeguate a sostenere la posizione aperta. Nel caso delle posizioni rialziste, un calo del prezzo può portare le piattaforme a chiudere automaticamente le operazioni per contenere il rischio di insolvenza. È un meccanismo noto a chi segue la nostra guida al trading di criptovalute, e tende a diventare più visibile nelle fasi in cui la volatilità si combina con un uso elevato della leva.

La pressione arriva dopo una fase in cui il mercato aveva già mostrato cautela, con BTC osservato da vicino insieme agli asset rischiosi tradizionali, come ricostruito nella nostra lettura del mercato di domenica. La novità della seduta di lunedì è la dimensione delle chiusure forzate: il totale di 563 milioni segnalato da CoinDesk indica che una parte rilevante del posizionamento era orientata a un recupero dei prezzi.

CoinDesk ha indicato Ether e BTC come i due asset che hanno pesato maggiormente sul bilancio delle liquidazioni. La dinamica non sorprende: sono tra gli strumenti più scambiati del settore e concentrano una quota elevata dell’attività sui derivati. Quando il mercato si muove contro il posizionamento dominante, questi contratti possono accelerare la correzione, perché le chiusure automatiche generano ulteriori ordini nella stessa direzione del movimento iniziale.

Il riferimento ai timori macroeconomici resta centrale per interpretare la seduta. In assenza di un singolo catalizzatore indicato come decisivo, il mercato sembra aver reagito a un quadro più ampio di prudenza sugli asset rischiosi. Per gli operatori, il punto non è soltanto il livello di prezzo raggiunto da BTC, ma la capacità del mercato di assorbire la leva residua dopo una tornata di liquidazioni così ampia.

Nelle prossime ore l’attenzione resterà sulla stabilizzazione dei principali contratti e sulla tenuta dei livelli di prezzo dopo il ridimensionamento delle posizioni rialziste. Se la pressione macroeconomica dovesse proseguire, il mercato potrebbe continuare a mostrare movimenti bruschi; al contrario, una riduzione della leva può rendere la fase successiva meno esposta a vendite forzate. Per ora, la notizia principale è che il tentativo di rialzo ha incontrato un ostacolo pesante: oltre mezzo miliardo di dollari in posizioni chiuse.

Fonti

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