Bitcoin, la paura torna sulle opzioni dopo lo scivolone a 66.000
Il BVIV balza di quasi il 20% dopo il calo di Bitcoin verso 66.000 dollari: il mercato torna a comprare protezione tramite opzioni.

Bitcoin torna al centro dell’attenzione dei desk derivati dopo una brusca accelerazione della volatilità attesa. CoinDesk ha riportato che l’indice BVIV, considerato un indicatore della paura sul mercato delle opzioni legate alla principale criptovaluta, è salito di quasi il 20% martedì, mentre il prezzo spot scivolava verso area 66.000 dollari. Il movimento segna un cambio di tono rispetto alle settimane precedenti. Per circa due mesi, il mercato aveva assorbito le vendite con relativa compostezza, anche durante la discesa dai massimi di inizio maggio in area 82.000 dollari verso 75.000 dollari. La correzione era stata finora ordinata; il balzo dell’indicatore suggerisce invece che una parte degli operatori stia tornando a cercare coperture contro ulteriori ribassi. Mercoledì 3 giugno, il prezzo di BTC scambia a 66.937,94 dollari, in rialzo dello 0,42% nelle ultime 24 ore. Il dato non cancella però la pressione accumulata nelle sedute precedenti, già evidenziata nel nostro aggiornamento su Bitcoin sotto 66.000 dollari, rimbalzo fragile tra ETF e tensioni, dove il recupero appariva ancora vulnerabile a nuovi flussi di vendita. Il BVIV misura la volatilità implicita a 30 giorni, cioè le oscillazioni attese incorporate nei prezzi delle opzioni. Quando l’indice sale rapidamente, il segnale più immediato è che gli operatori stanno pagando di più per acquistare protezione. CoinDesk ha indicato che il livello è arrivato al 46,45%, con l’incremento giornaliero più forte dal 5 febbraio, quando la caduta di Bitcoin aveva spinto l’indicatore oltre il 90%. Il confronto con febbraio resta importante: l’episodio attuale è molto meno estremo, ma la direzione del movimento conta per chi segue i derivati. In una fase in cui la volatilità era rimasta compressa vicino ai minimi dell’anno, un rialzo così rapido può indicare che il mercato non considera più la debolezza come una semplice pausa tecnica. Per chi studia il trading criptovalute, il passaggio da vendite ordinate a domanda di copertura è spesso uno dei segnali più osservati nei cambi di regime. La tensione non riguarda solo la principale criptovaluta. Gli asset più sensibili al rischio, incluso NEAR Protocol, tendono a risentire del deterioramento del sentiment quando Bitcoin guida il ribasso del comparto. Anche per questo il tema della volatilità resta collegato al comportamento dell’intero mercato delle criptovalute, non solo al singolo grafico di BTC. La dinamica si inserisce inoltre in un contesto già appesantito da deflussi e scommesse ribassiste. Nelle ultime ore abbiamo segnalato che sui mercati previsionali crescono le puntate contro Bitcoin, mentre K33 ha avvertito sui rischi di un’estate complicata tra volatilità e deflussi, come ricostruito nell’analisi su Bitcoin sotto pressione. La combinazione di prezzi deboli, opzioni più care e sentiment più difensivo rende il quadro di breve periodo più instabile. Per il mercato, il punto ora è capire se il rialzo del BVIV resterà un episodio isolato o se anticiperà una fase più lunga di copertura. Chi valuta strategie legate al comprare Bitcoin guarda di solito al prezzo spot, ma in fasi come questa le opzioni possono offrire indicazioni altrettanto rilevanti sul livello di stress percepito dagli operatori professionali. Il messaggio del derivato, per ora, è che la prudenza è tornata a costare di più. ### Fonti - CoinDesk