Bitcoin cede sotto 66.000 dollari mentre le Borse segnano record
Bitcoin scende fino a 65.708 dollari in un'ondata di vendite sulle criptovalute, mentre indici globali e semiconduttori toccano nuovi record.

Bitcoin è sceso sotto quota 66.000 dollari nelle contrattazioni asiatiche di mercoledì 3 giugno 2026, aggravando la correzione del mercato delle criptovalute proprio mentre le Borse globali aggiornano i massimi. Il minimo intraday indicato da CoinDesk è stato di 65.708 dollari; successivamente il prezzo si è riportato a 66.937,94 dollari, con un lieve recupero dello 0,42% nelle 24 ore. CoinDesk ha riportato che la flessione di BTC è arrivata dopo un massimo a 24 ore di 70.907 dollari, con un’escursione superiore a 5.000 dollari nella seduta. Il ribasso settimanale è stato indicato al 12,3%, un dato che conferma la pressione già emersa nelle ultime giornate e che si inserisce in un quadro di vendite diffuse sugli asset digitali. La debolezza non ha riguardato solo la principale criptovaluta. Ethereum è sceso sotto 1.900 dollari, fino a 1.839 dollari, mentre Solana ha perso il 9,0% a 73,25 dollari. In rosso anche BNB, giù a 636 dollari, Dogecoin a 0,0921 dollari e TRON a 0,3297 dollari. La correzione coordinata segnala un movimento di avversione al rischio interno al comparto, più che una rotazione limitata a un singolo token. Il contrasto con l’azionario è netto. CoinDesk ha indicato che l’indice MSCI All Country World ha toccato un nuovo massimo storico, sostenuto dall’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. Il Philadelphia Semiconductor Index è salito di quasi 6% nella seduta precedente, mentre Tokyo Electron e Taiwan Semiconductor Manufacturing hanno raggiunto nuovi picchi, rafforzando l’idea di un mercato azionario ancora dominato dai titoli legati ai semiconduttori. La dinamica conferma una divergenza già osservata nelle ultime sedute: il capitale sembra privilegiare il tema dell’intelligenza artificiale rispetto agli asset digitali più liquidi. Sul fronte delle criptovalute, avevamo segnalato la paura sulle opzioni dopo lo scivolone a 66.000 dollari, un elemento che può amplificare la volatilità quando i prezzi rompono livelli tecnici ravvicinati. Anche il rimbalzo fragile tra fondi quotati e tensioni resta parte del quadro di breve periodo. Per gli operatori, il punto centrale è la divergenza tra mercati azionari ai massimi e criptovalute in affanno. Il movimento riporta al centro anche il tema, affrontato nella nostra guida su comprare Bitcoin, della differenza tra prospettiva di lungo periodo e gestione del rischio nelle fasi di correzione. La pressione recente si lega inoltre al dibattito su un’estate di possibili deflussi indicata da K33, mentre i capitali continuano a inseguire i vincitori della Borsa legati all’intelligenza artificiale. Nel breve termine, l’area compresa tra il minimo di 65.708 dollari e il precedente massimo di 70.907 dollari resta il perimetro da osservare per valutare se il recupero sia solo tecnico o l’inizio di una stabilizzazione. La seduta mostra comunque che la correlazione tra propensione al rischio azionaria e criptovalute non è automatica: mentre i listini globali festeggiano nuovi record, il mercato digitale rimane sotto pressione. ### Fonti - CoinDesk