Londra alleggerisce le regole sulle monete stabili in sterline
La Bank of England ritira i limiti per singoli detentori e introduce una soglia da 40 miliardi di sterline per ogni moneta stabile sistemica.

La Bank of England ha rivisto in senso meno restrittivo il futuro regime britannico per le monete stabili denominate in sterline. La banca centrale ha abbandonato i limiti individuali di detenzione, sostituendoli con una soglia complessiva di emissione da 40 miliardi di sterline per ciascuna moneta stabile considerata sistemica. CoinDesk ha riportato che la proposta originaria prevedeva un tetto di 20.000 sterline per le persone fisiche e di 10 milioni di sterline per le società.
Quel modello, contestato dall’industria e da una commissione della Camera dei Lord, lascia ora spazio a una soglia macro temporanea, pensata per contenere i rischi sistemici senza bloccare in partenza il mercato dei pagamenti digitali in sterline. Decrypt ha indicato che la banca centrale ha modificato anche le regole sulle riserve. Gli emittenti potranno detenere fino al 70% degli attivi di copertura in titoli di Stato britannici a breve termine, mentre il resto dovrà rimanere in depositi non remunerati presso la Bank of England.
La versione precedente indicava una quota del 60% per gli strumenti fruttiferi, un livello che il settore giudicava troppo penalizzante. La banca centrale mantiene però un punto fermo: gli emittenti non potranno pagare interessi o dividendi agli utenti solo per il possesso della moneta stabile. CoinDesk ha riportato che restano invece possibili ricompense legate all’uso nei pagamenti, come rimborsi o punti fedeltà collegati a transazioni effettive.
Sarah Breeden, vice governatrice per la stabilità finanziaria, ha presentato il quadro come un passaggio verso pagamenti più innovativi e più affidabili. La decisione arriva in una fase in cui il settore delle criptovalute osserva con attenzione il rapporto tra pagamenti digitali, liquidità e regole prudenziali. Per chi segue il trading di criptovalute, le monete stabili restano un’infrastruttura chiave per gli scambi tra valute tradizionali e attività come Bitcoin ed Ethereum.
L’approccio britannico prova a bilanciare l’innovazione nei pagamenti con il controllo dei rischi per il sistema finanziario. Il cambio di rotta non riguarda direttamente il prezzo delle principali criptovalute, ma si inserisce nello stesso contesto di mercato osservato nelle ultime sedute. La volatilità di Bitcoin è rimasta centrale, come mostrato dall’analisi su Bitcoin risalito sopra 65.000 dollari con la Fed a frenare il rally e dal quadro sui deflussi dagli ETF mentre Bitcoin restava in area 64.000 dollari.
Anche la domanda istituzionale su Ethereum, approfondita nel caso BitMine e tesoro vicino al 5% dell’offerta, contribuisce a spiegare perché le regole sulle infrastrutture di mercato siano sempre più rilevanti. The Block ha riportato che il percorso regolamentare punta a un avvio nel 2027, con una bozza di regolamento già delineata. La Bank of England sembra quindi aver accolto una parte delle critiche senza rinunciare a un presidio quantitativo sulle emissioni.
Il risultato è un compromesso: meno limiti sui singoli utenti, ma una barriera complessiva per evitare che una moneta stabile in sterline cresca troppo rapidamente prima che il quadro sia pienamente testato.