Cripto sequestrate Usa verso Coinbase, torna il dubbio vendite
Washington sposta 288 milioni di dollari in BTC ed ether su Coinbase Prime: il mercato valuta se sia custodia o preludio a vendite dopo i dati on-chain.

Il governo degli Stati Uniti ha trasferito Bitcoin ed Ethereum sequestrati per circa 288 milioni di dollari verso Coinbase Prime, riaccendendo il dibattito sulle possibili vendite di asset digitali confiscati. La mossa, avvenuta lunedì e tracciata su blockchain, arriva mentre BTC scambia a 64.330 dollari, in rialzo del 3,20% nelle ultime 24 ore. Decrypt ha riportato che i trasferimenti si sono distribuiti nell’arco di circa mezza giornata e hanno incluso circa 3.800 BTC per 235 milioni di dollari e circa 30.000 ETH per 53 milioni.
CoinDesk ha indicato che la parte in BTC è passata prima da portafogli intermedi, poi svuotati verso indirizzi di deposito su Coinbase Prime, mentre l’ether è stato inviato direttamente. I fondi proverrebbero da più procedimenti penali e sequestri federali. La quota in BTC è stata collegata al caso di Ryan Farace, noto nel dark web come Xanaxman, e al vecchio exchange BTC-e; la quota in ether è stata invece associata a Brian Krewson, dipendente di Oracle coinvolto in un caso di riciclaggio da 54 milioni di dollari.
Il passaggio è politicamente sensibile perché CoinDesk ha ricordato l’ordine esecutivo firmato nel marzo 2025 da Donald Trump, che destinava i BTC sequestrati a una riserva strategica nazionale e indicava che non sarebbero dovuti essere venduti. La vicenda non riguarda il token politico Official Trump, ma conferma quanto le decisioni federali sugli asset digitali restino un fattore osservato anche dal mercato retail. Non è però automatico che un trasferimento verso Coinbase Prime equivalga a una liquidazione imminente.
Decrypt ha ricordato che nel 2024 il Servizio dei Marshal statunitense aveva scelto Coinbase Prime per servizi di custodia e negoziazione di beni digitali confiscati, oltre ad attività operative collegate alla gestione di questi asset. L’assenza di una spiegazione pubblica lascia spazio a letture diverse. Un grande detentore tende di norma a mantenere i fondi in custodia fredda, perciò un movimento verso una sede operativa viene letto da una parte del mercato come un possibile segnale preparatorio; per altri, invece, può trattarsi solo di custodia gestita e razionalizzazione dei portafogli governativi.
The Block ha aggiunto che i portafogli riconducibili al governo statunitense manterrebbero un portafoglio cripto superiore a 20 miliardi di dollari, inclusi 324.552 BTC. Il tema si inserisce nel dibattito già seguito da giocareinborsa.com nella nostra analisi sulla cassa inattiva di Strategy e nel ritorno di attenzione sugli afflussi negli ETF di criptovalute. Per chi segue i flussi on-chain, la distinzione tra trasferimento operativo e pressione potenziale di vendita resta centrale, come spiegato nella nostra guida al trading di criptovalute.
In parallelo, il mercato continua a monitorare anche la domanda istituzionale su ether, dopo il recente focus sull’accumulo di ether da parte di BitMine; fino a comunicazioni ufficiali, però, il movimento resta un trasferimento tracciato, non un annuncio di vendita.