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Chip H200, nuove licenze Usa: ZTE tra gli acquirenti cinesi autorizzati

Washington autorizza ZTE Kangxun e altre società cinesi ad acquistare chip IA avanzati da NVIDIA e AMD, riaprendo il dossier tecnologico con Pechino.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Chip H200, nuove licenze Usa: ZTE tra gli acquirenti cinesi autorizzati

NVIDIA e AMD tornano al centro del confronto tecnologico tra Washington e Pechino. Reuters ha riportato che una controllata di ZTE e altre due società cinesi hanno ottenuto il via libera degli Stati Uniti per acquistare chip avanzati destinati all’intelligenza artificiale, in base a documenti e a fonti a conoscenza del dossier. Tra i soggetti autorizzati figurano ZTE Kangxun Telecom e il produttore di server Maginfra, indicati come acquirenti dei chip H200. La documentazione citata menziona anche una terza società cinese coinvolta nelle autorizzazioni per componenti avanzati, segnale di una gestione selettiva delle esportazioni più che di un’apertura generalizzata.

Il chip H200 è uno dei prodotti più rilevanti per l’addestramento e l’esecuzione di grandi modelli di intelligenza artificiale. Proprio per questo è diventato un punto sensibile nella rivalità tecnologica tra Stati Uniti e Cina, con Washington impegnata da anni a limitare l’accesso cinese alla potenza di calcolo più avanzata. La notizia arriva mentre il mercato segue da vicino la tenuta del vantaggio competitivo di NVIDIA nell’infrastruttura per l’IA.

Nei giorni scorsi avevamo analizzato come Google stia spingendo i propri chip fuori dai data center, un tema che aumenta l’attenzione sulle scelte dei grandi fornitori di semiconduttori e dei clienti cloud. Per AMD, l’autorizzazione conferma che anche i suoi acceleratori restano nel perimetro strategico osservato dalle autorità statunitensi. Il gruppo è già sotto esame a Wall Street in vista dei prossimi risultati, come emerso nel nostro approfondimento su AMD e le attese sopra le stime di Bank of America, perché la domanda legata all’IA è ormai una variabile centrale per le valutazioni del settore.

Il coinvolgimento di ZTE aggiunge un elemento politico alla vicenda. ZTE è un nome di peso nelle apparecchiature per telecomunicazioni e ogni autorizzazione che la riguarda viene letta anche alla luce della competizione sulle reti, sui server e sulle infrastrutture digitali che possono sostenere applicazioni di intelligenza artificiale su larga scala. Le licenze non implicano necessariamente vendite illimitate né un cambio stabile della politica americana sui controlli all’esportazione. Indicano però che alcune operazioni possono essere approvate caso per caso, in un equilibrio complesso tra interessi commerciali delle società statunitensi e obiettivi di sicurezza nazionale.

Per il comparto dei semiconduttori, il dossier si inserisce in una fase già densa di pressioni competitive e legali. La catena dell’IA resta sotto osservazione anche per temi paralleli, come il caso Wolfspeed-Navitas legato ai chip IA e la recente analisi su NVIDIA e Broadcom nella corsa dell’intelligenza artificiale. Il punto chiave per gli investitori resta la prevedibilità delle regole. Nuove licenze possono sostenere i ricavi potenziali verso clienti cinesi selezionati, ma eventuali restrizioni successive continuerebbero a rappresentare un rischio per i produttori di chip più esposti alla domanda globale di calcolo avanzato.

Fonti - Reuters

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