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NVIDIA sale dell’1,34% mentre Burry usa un precedente storico: il dubbio contabile

Michael Burry torna contro NVIDIA con un richiamo storico sul tema contabile: il titolo resta positivo, ma il dibattito sull’IA si allarga.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
NVIDIA sale dell’1,34% mentre Burry usa un precedente storico: il dubbio contabile

NVIDIA resta al centro del confronto più acceso di Wall Street sull’intelligenza artificiale, dopo che Michael Burry ha portato un riferimento storico nella sua critica alle valutazioni e alla lettura contabile del settore. Il titolo scambia a 233,95 dollari, in rialzo dell’1,34%, segnale che per ora il mercato non sta trattando la polemica come un fattore capace di fermare il rally. TheStreet ha riportato che lo scontro tra Burry e il gruppo guidato da Jensen Huang si è spostato su un terreno insolito: non solo multipli di Borsa o crescita dei ricavi, ma anche il modo in cui il ciclo di vita degli investimenti legati all’IA viene incorporato nei conti.

Il punto centrale riguarda la depreciation, cioè l’ammortamento economico degli asset, un tema tecnico ma decisivo quando le aziende spendono cifre enormi in chip, server e centri dati. Burry, noto per avere anticipato la crisi dei mutui subprime, sta provando a leggere l’attuale entusiasmo per l’IA attraverso lenti meno euforiche. Il suo argomento, per come è stato ricostruito da TheStreet, ruota attorno al rischio che la velocità dell’innovazione renda alcuni asset meno longevi di quanto il mercato stia implicitamente assumendo.

È un tema che si collega al recente dibattito sui massimi del Nasdaq, già emerso nella nostra analisi su NVIDIA a 233,95 dollari e il rally fragile. La questione è rilevante perché la narrativa rialzista su NVIDIA si basa su una domanda sostenuta da parte dei grandi clienti cloud e delle società che costruiscono infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Se gli investimenti in hardware dovessero richiedere sostituzioni più rapide, il mercato potrebbe rivedere il modo in cui valuta margini, ritorni sul capitale e sostenibilità della spesa.

Per ora, però, la reazione del titolo mostra che gli investitori continuano a dare peso alla domanda di chip IA più che alle obiezioni contabili. Il richiamo storico citato da Burry ha aumentato l’attenzione su una discussione che finora era rimasta confinata tra analisti, venditori allo scoperto e gestori più prudenti. Non è una contestazione sui risultati già comunicati, ma una disputa sul modo in cui il mercato interpreta la durata economica del boom in corso.

Il confronto arriva dopo settimane di nuove valutazioni sul titolo, comprese quelle legate alla posizione di Jensen Huang raccontate nel nostro approfondimento su Huang primo insider NVIDIA. Il caso si inserisce anche nella competizione più ampia dei semiconduttori, dove la leadership di NVIDIA viene confrontata con la crescita di altri fornitori esposti all’IA. Nelle ultime sedute il mercato ha guardato con attenzione anche a NVIDIA e Broadcom nella scommessa IA verso il 2030 e al tema dei ricavi dei chip specializzati, già discusso nell’articolo su Broadcom che sfida NVIDIA.

La disputa sollevata da Burry non cancella questi driver, ma aggiunge un livello di cautela sulla qualità degli utili futuri. Per gli investitori, la differenza tra una semplice critica di valutazione e una questione contabile è sostanziale. Nel primo caso il mercato può continuare a pagare multipli elevati se la crescita resta forte; nel secondo, invece, il nodo riguarda la misurazione dei costi nel tempo e la velocità con cui la tecnologia diventa superata.

È anche per questo che il tema resta centrale per chi segue le azioni NVIDIA e, più in generale, le dinamiche delle migliori azioni da comprare in una fase dominata dall’IA. La seduta positiva indica che Wall Street non ha ancora trasformato la tesi di Burry in un vero cambio di direzione. Tuttavia, il fatto che il confronto si sia spostato dai prezzi di Borsa ai criteri contabili suggerisce che il rally dell’intelligenza artificiale sarà valutato con maggiore severità nei prossimi trimestri.

Anche il confronto con altri gruppi dei semiconduttori, come emerso nel caso di Intel e del rilancio con capitali pubblici e privati, mostra che la partita non riguarda più soltanto la crescita, ma anche la qualità del capitale investito.

Fonti - TheStreet

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