Sharplink riapre gli acquisti di Ether con 5.000 token nel sell-off
Sharplink aggiunge 5.000 Ether alla tesoreria mentre il mercato resta fragile: riaperto il dibattito sulle riserve aziendali in criptovalute.

Sharplink è tornata ad acquistare Ethereum per la prima volta in otto mesi, aggiungendo 5.000 Ether alla propria tesoreria in una fase di forte pressione sul mercato delle criptovalute. CoinDesk ha riportato che i token, per un controvalore di circa 7,85 milioni di dollari, sarebbero arrivati giovedì da FalconX, intermediario attivo negli scambi di asset digitali. L’operazione è modesta rispetto alle dimensioni della posizione già accumulata dalla società.
CoinDesk ha indicato che Sharplink deteneva 876.285 Ether al 21 giugno, per un valore vicino a 1,3 miliardi di dollari, risultando la seconda maggiore società quotata con tesoreria in Ether dopo Bitmine Immersion, collegata a Tom Lee, che a metà giugno deteneva circa 5,67 milioni di Ether. Il ritorno agli acquisti arriva però con una posizione complessiva sotto pressione. L’analista su blockchain EmberCN ha stimato per Sharplink un prezzo medio di carico vicino a 3.609 dollari per token; con Ether indicato intorno a 1.555 dollari, la perdita non realizzata sarebbe di circa 1,79 miliardi di dollari.
L’ultimo acquisto precedente risaliva a ottobre 2025, quando la società aveva aggiunto 19.270 Ether per 78,3 milioni di dollari. Il contesto di mercato resta fragile anche per Bitcoin, che quota 59.724,78 dollari con una variazione nelle 24 ore sostanzialmente piatta, pari a +0,04%. La pressione sugli asset digitali si inserisce nella stessa fase analizzata nel nostro approfondimento su Bitcoin sotto 60.000 dollari prima della maxi scadenza, dove il mercato cercava nuovi acquirenti dopo giorni di vendite.
CoinDesk ha segnalato che Ether ha perso circa 5% nelle 24 ore considerate dalla notizia, scendendo sotto 1.560 dollari, mentre Bitcoin era scivolato sotto quota 59.000 dollari. Durante la fase di tensione Tether ha brevemente superato Ether per valore di mercato, con circa 186 miliardi di dollari contro 185 miliardi, un passaggio simbolico per una moneta stabile in un mercato dominato dall’avversione al rischio. The Block ha aggiunto che l’acquisto è arrivato pochi giorni dopo il lancio di Ethlabs, organizzazione senza scopo di lucro avviata da un gruppo di ex ricercatori della Ethereum Foundation e alla quale Sharplink ha contribuito finanziariamente.
Il dettaglio è rilevante perché rafforza il legame tra la strategia della società e l’ecosistema Ethereum, già al centro delle discussioni dopo il nostro articolo sui tagli alla Ethereum Foundation. Sharplink, in precedenza nota come SharpLink Gaming, ha cambiato identità a febbraio mentre ampliava la propria esposizione all’ecosistema Ethereum. La società è passata dalla semplice messa in deposito dei token per sostenere la rete e ottenere ricompense a strategie più ampie di rendimento su blockchain, un’evoluzione che aumenta però la sensibilità del bilancio alle oscillazioni del prezzo di Ether.
La vicenda si inserisce nel tema più ampio delle tesorerie aziendali in criptovalute, già trattato nel nostro focus su perché le società quotate scelgono Bitcoin. Per chi segue il trading criptovalute, il caso Sharplink mostra come la gestione di riserve digitali possa diventare un fattore di mercato a sé, distinto dalle dinamiche tecniche di reti come NEAR Protocol o dai problemi infrastrutturali emersi nel caso Base ripartita dopo due ore di stop.