Metaplanet nega vendite di BTC e lancia BitBonds: il sospetto scuote il mercato
Metaplanet smentisce la vendita di BTC dopo un trasferimento da 5.014 monete e avvia BitBonds, nuovo canale di debito privato in yen.

Metaplanet ha respinto le ipotesi di vendita dopo un trasferimento interno da 5.014 Bitcoin, un movimento valutato circa 320 milioni di dollari che ha attirato l’attenzione degli osservatori on-chain. L’amministratore delegato Simon Gerovich ha spiegato che si è trattato di una normale operazione di custodia tra indirizzi della società, non di una cessione sul mercato. La smentita arriva mentre la società quotata a Tokyo apre un nuovo fronte di finanziamento: BitBonds, un programma di emissioni obbligazionarie pensato per raccogliere capitale senza vendere immediatamente le riserve in BTC o aumentare subito il numero di azioni in circolazione.
Per chi segue le dinamiche delle tesorerie societarie in criptovaluta, il caso si inserisce nel dibattito più ampio sull’acquisto diretto di BTC come scelta di bilancio e non solo come esposizione speculativa. Decrypt ha riferito che Gerovich ha negato la vendita dopo che il trasferimento tra indirizzi custodiali di Metaplanet era diventato visibile pubblicamente. La tracciabilità è legata alla scelta della società di rendere noti i propri indirizzi, una prassi che aumenta la trasparenza ma espone anche ogni movimento a interpretazioni rapide, soprattutto nelle fasi di mercato più nervose.
La pressione informativa è stata accentuata dalle recenti vendite di Strategy, che secondo Decrypt ha ceduto 6.948 BTC quest’anno per circa 432,5 milioni di dollari. Il precedente ha alimentato l’idea che anche altre società con grandi riserve potessero monetizzare parte delle posizioni, un tema già emerso nel caso Twenty One, dove il mercato ha guardato con attenzione al rapporto tra valore contabile, liquidità e volatilità. CoinDesk ha riportato che il primo collocamento di BitBonds comprende quattro serie private per un totale di circa 200 milioni di yen, pari a circa 1,3 milioni di dollari.
Le obbligazioni senior non garantite hanno una scadenza di circa tre anni e offrono interessi annui compresi tra il 4% e il 4,3%, con una sollecitazione iniziata a fine luglio e chiusa secondo la comunicazione del 13 agosto. Metaplanet intende affiancare BitBonds ad azioni ordinarie, strumenti collegati al capitale e azioni privilegiate come canale stabile di raccolta. La società ha indicato che le future emissioni dipenderanno da fabbisogno di finanziamento, condizioni di mercato e domanda degli investitori, lasciando aperta in prospettiva anche l’ipotesi di offerte pubbliche registrate.
Il profilo di rischio resta però diverso da quello delle azioni Metaplanet. Le obbligazioni promettono cedole fisse e rimborso del capitale in base al merito di credito dell’emittente, ma sono non garantite, prive di rating e non protette sul capitale; inoltre, le restrizioni al trasferimento possono ridurre la liquidità prima della scadenza. Il valore economico della società rimane comunque molto sensibile alla quotazione di BTC, oggi a 63.410,24 dollari con una variazione a 24 ore di -0,11%.
Il lancio in yen segnala anche la volontà di Metaplanet di radicarsi nel mercato del credito giapponese, mentre continua a presentarsi come una delle principali società quotate esposte a BTC. In base ai dati comunicati nelle fonti, la società detiene 43.000 BTC dopo acquisti per 5.075 BTC nel primo trimestre 2026 e altri 1.005 BTC a giugno. La vicenda arriva in una fase in cui gli investitori seguono con maggiore attenzione sia i flussi societari sia gli strumenti regolamentati legati agli asset digitali.
Il recente scivolone sotto 64.000 dollari ha mostrato quanto il sentiment resti fragile, mentre la mossa di Goldman Sachs sugli ETF conferma che la finanza tradizionale continua a cercare esposizioni strutturate al settore. Resta centrale anche il tema della custodia, perché movimenti on-chain visibili possono diventare notizia prima ancora che vi sia un’operazione economica effettiva. Dopo la recente fuga di dati collegata ai wallet, la gestione operativa degli indirizzi e delle controparti resta un punto sensibile per società, investitori professionali e detentori privati.