Strategy affonda con Bitcoin: STRC al minimo e cassa sotto esame
Strategy scivola con Bitcoin sotto 60.000 dollari: STRC tocca un minimo record mentre CryptoQuant chiede più cassa e stop immediato agli acquisti di BTC.

Il ribasso di Bitcoin sotto la soglia dei 60.000 dollari ha riaperto il fronte più delicato per Strategy: il rapporto tra leva finanziaria, dividendi e liquidità. Mercoledì 24 giugno, BTC scambia a 59.595,31 dollari, in calo del 4,87% nelle 24 ore, mentre il titolo Strategy è finito sotto 100 dollari per la prima volta da marzo 2024. Decrypt ha riportato che Stretch, la preferred stock indicata con ticker STRC, è scesa fino a 79,85 dollari, un minimo record rispetto al valore nominale di 100 dollari.
La pressione arriva mentre CryptoQuant, attraverso il responsabile della ricerca Julio Moreno, sostiene che Strategy debba interrompere gli acquisti di Bitcoin e concentrare le risorse sulla cassa, tema già al centro della nostra analisi su Strategy e la richiesta di stop agli acquisti BTC. Bitcoin Magazine ha indicato che le azioni Strategy, quotate al Nasdaq con ticker MSTR, hanno perso oltre il 10% fino all’area dei 92 dollari, toccando il livello più basso in circa due anni. Il movimento ha amplificato una correzione già visibile nelle ultime settimane, dopo che il gruppo aveva continuato ad aumentare l’esposizione in BTC anche durante fasi di mercato più fragili.
Il nodo resta la dimensione del tesoro in Bitcoin. Bitcoin Magazine ha indicato che Strategy detiene 847.363 BTC, una posizione costruita a un costo medio vicino a 75.656 dollari per moneta e ora sotto pressione con il prezzo spot ben più basso; il quadro segue l’ultimo aggiornamento sul nostro sito, quando Strategy aveva acquistato altri 520 Bitcoin. Per chi segue le dinamiche di mercato e le strategie per comprare Bitcoin, il caso Strategy resta uno dei principali esempi di esposizione societaria ad alta leva sul ciclo della criptovaluta.
Il problema non è soltanto il valore contabile della riserva. Secondo Decrypt, STRC offre oggi un dividendo annuo dell’11,5% e nell’ultimo mese ha faticato a rimanere vicino al valore nominale, alimentando dubbi sulla sostenibilità del modello di credito digitale costruito da Strategy. Bitcoin Magazine ha inoltre collegato la riduzione del margine di liquidità anche al riacquisto di obbligazioni convertibili per 1,5 miliardi di dollari effettuato a maggio, che avrebbe ridotto il cuscinetto di copertura dei dividendi.
La correzione si è estesa al mercato delle criptovalute, con Bitcoin Magazine che ha segnalato circa 1,1 miliardi di dollari di posizioni a leva liquidate in 24 ore. Il clima di avversione al rischio non riguarda solo BTC: gli investitori monitorano anche asset alternativi come NEAR Protocol e Starknet, mentre il quadro generale resta coerente con le fasi di mercato descritte nella nostra guida al trading di criptovalute. La questione centrale, ora, è se Strategy possa difendere la struttura dei suoi strumenti finanziari senza vendere parte del tesoro in Bitcoin.
Il precedente allarme rilanciato da Peter Schiff, analizzato nel nostro approfondimento sul ponte sempre più fragile tra Strategy e BTC, rende più evidente la vulnerabilità del modello quando il prezzo della criptovaluta scende sotto il costo medio di carico. Per Michael Saylor, la sfida non è più soltanto accumulare BTC, ma convincere il mercato che la società disponga della liquidità necessaria per sostenere le proprie obbligazioni finanziarie.