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Tesla chiude il Cybertruck a metà 2027: il flop che libera spazio al Cybercab

Musk annuncia la fine del Cybertruck alla Gigafactory Texas: vendite deboli e priorità al Cybercab cambiano la strategia industriale.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Tesla chiude il Cybertruck a metà 2027: il flop che libera spazio al Cybercab

Tesla chiuderà la produzione del Cybertruck alla Gigafactory Texas intorno alla metà del 2027, secondo quanto comunicato da Elon Musk sui social e riportato da The Motley Fool. La decisione segna la fine anticipata del pick-up elettrico presentato nel 2019, entrato in produzione solo nel 2024 e mai diventato un modello di massa. La motivazione industriale è diretta: il gruppo vuole liberare capacità produttiva per aumentare la produzione del Cybercab, il veicolo autonomo su cui Musk sta concentrando una parte crescente della narrazione strategica.

La notizia conferma quanto già emerso nei giorni scorsi sul taglio del Cybertruck in Texas, quando il passaggio di priorità verso il robotaxi era apparso sempre più evidente. Il Cybertruck è stato uno dei progetti più riconoscibili del costruttore, ma anche uno dei più complessi da trasformare in prodotto commerciale su larga scala. The Motley Fool ha indicato che le vendite sarebbero rimaste su poche migliaia di unità per trimestre, un ritmo lontano da quello raggiunto in passato da Model 3 e Model Y.

La scelta arriva mentre le azioni Tesla scambiano a 358,22 dollari, in rialzo del 4,23% nelle ultime 24 ore. Il movimento del titolo mostra che il mercato non sta leggendo la chiusura del Cybertruck solo come una sconfitta commerciale, ma anche come una riallocazione di capitale verso aree considerate più strategiche. Il punto centrale è la valutazione: The Motley Fool ha ricordato che il gruppo vale circa 1.400 miliardi di dollari, un livello che incorpora aspettative molto più ampie rispetto al solo business automobilistico.

Robot umanoidi, guida autonoma e intelligenza artificiale sono ormai parte decisiva della storia raccontata agli investitori, come emerso anche nella nostra analisi su Cathie Wood e il focus sui robotaxi. In questo quadro, continuare a destinare spazio e capitale a un veicolo dai volumi ridotti avrebbe avuto un costo opportunità crescente. La Gigafactory Texas diventa così un asset produttivo da riconfigurare: meno esposizione a un modello di nicchia, più capacità per un prodotto che Musk considera centrale nella prossima fase del gruppo.

La decisione, però, non elimina i rischi. Il Cybercab deve ancora dimostrare di poter diventare un business scalabile, in un settore dove tecnologia, autorizzazioni e fiducia dei consumatori pesano quanto la capacità produttiva. Il mercato ha già visto oscillazioni brusche sul titolo, e il tema resta collegato alla più ampia fragilità di Wall Street descritta nel nostro approfondimento sulla settimana peggiore dell’S&P 500 dal 2025.

Per gli investitori, il messaggio è che il costruttore sta accelerando il passaggio da produttore di auto elettriche a piattaforma tecnologica centrata su autonomia e automazione. Non a caso, l’uscita di alcuni investitori istituzionali dal titolo, come nel caso di Scottish Mortgage e la riduzione dell’esposizione, ha riaperto il confronto tra chi vede nel gruppo un leader dell’innovazione e chi teme una valutazione già molto esigente.

Fonti - The Motley Fool

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