Trump crea un comitato a 3 membri per decidere su Cook alla Fed
La Casa Bianca istituisce un comitato su Lisa Cook: udienza il 5 novembre, replica entro il 10 e decisione finale nelle mani di Trump alla Fed.

Donald Trump ha aperto un nuovo fronte nello scontro con la Federal Reserve istituendo un comitato a tre membri chiamato a valutare se esistano motivi per rimuovere la governatrice Lisa Cook. CNBC ha riportato che la Casa Bianca ha formalizzato la procedura venerdì 9 ottobre, in un passaggio raro e destinato ad alimentare il dibattito sull’indipendenza della banca centrale statunitense. Il mandato del gruppo riguarda presunte dichiarazioni false collegate a uno o più strumenti ipotecari, accuse che Cook respinge tramite i suoi legali.
MarketWatch ha indicato che la governatrice non è stata incriminata, mentre l’iniziativa della Casa Bianca punta a stabilire se vi siano basi giuridiche per la sua rimozione dall’incarico. Secondo CNBC, Trump aveva già tentato nel 2025 di licenziare Cook, nominata durante l’amministrazione Biden, ma la Corte Suprema aveva bloccato l’iniziativa per ragioni procedurali lasciando aperta la possibilità di un nuovo tentativo. In agosto il presidente aveva comunicato a Cook l’intenzione di riprendere la procedura; i suoi avvocati avevano risposto negando le accuse e sostenendo che non ci fosse alcuna causa valida per estrometterla.
La nuova procedura prevede un’udienza alla Casa Bianca fissata per il 5 novembre, alla quale Cook potrà partecipare con un avvocato. Dopo l’audizione, avrà tempo fino al 10 novembre per presentare ulteriori risposte; il comitato formulerà poi una raccomandazione al presidente, ma non è indicata una scadenza per la decisione finale. I tre componenti scelti da Trump sono Kevin Hassett, direttore del Consiglio economico nazionale, Keith Sonderling, segretario al Lavoro e direttore ad interim dell’Ufficio per l’etica governativa, e Andrea R.
Lucas, presidente della Commissione per le pari opportunità occupazionali. CNBC ha sottolineato che tutti e tre sono funzionari dell’esecutivo nominati da Trump e che non risultano arbitri esterni indipendenti nel comitato. Il caso si inserisce in una fase già delicata per la politica monetaria statunitense, con Trump che continua a chiedere tassi più bassi e ha attribuito la mancata svolta alla resistenza di un consiglio della Fed da lui definito ostile.
La questione tocca direttamente la credibilità dell’istituto: ogni dubbio sull’autonomia della banca centrale può riflettersi sulle aspettative dei rendimenti e sul premio al rischio, tema emerso anche nella recente analisi su S&P 500 e Nasdaq frenati dai tassi Usa. Per i mercati, il punto non è solo il destino personale di Cook, ma la tenuta del principio per cui i governatori della Fed non vengono rimossi per divergenze politiche. Un precedente di questo tipo potrebbe aumentare la volatilità su obbligazioni, dollaro e attività rischiose, in un contesto in cui anche il segmento delle criptovalute osserva con attenzione le mosse della banca centrale.
Nel comparto degli asset digitali legati alla politica, Official Trump resta un indicatore indiretto della sensibilità del mercato alle notizie sull’ex presidente, pur non essendo coinvolto nella vicenda Fed. Per chi segue questi strumenti, la distinzione tra evento politico, prezzo di mercato e rischio speculativo resta centrale, come ricordato nella nostra guida al trading di criptovalute e nell’aggiornamento su Bitcoin e i deflussi dagli ETF. Anche in Europa la traiettoria dei tassi Usa resta rilevante per settori difensivi e regolati, inclusi gruppi quotati come Hera, perché influenza il costo del capitale e la valutazione dei flussi futuri.
Per ora, però, la vicenda rimane soprattutto istituzionale: la raccomandazione del comitato non sarà vincolante, mentre l’eventuale decisione di Trump potrebbe aprire un nuovo contenzioso legale.