Piazza Affari: una correzione ormai alle spalle?

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Piazza Affari ha vissuto una settimana a due facce, con una pesante flessione iniziale, cui ha fatto seguito un promettente recupero.

Piazza Affari nel corso dell’ultima ottava ha interrotto la fase laterale che durava ormai da diverse settimane, rompendo al ribasso il canale nel quale si stavano muovendo i corsi ormai da fine dicembre. L’indice Ftse Mib ha ceduto l’area supportiva dei 19.200/19.000 punti, scivolando come da previsioni verso il sostegno di area 18.500.
Un livello che ha permesso una rapida ripresa dei corsi con un ritorno al di sopra dei 19.000 punti in chiusura di settimana. La buona reazione messa a segno dall’indice permette di guardare con una certa fiducia alle prossime giornate, visto che con una riconquista di area 19.200 il Ftse Mib metterà nel mirino dapprima i 19.500 punti e in seguito i recenti massimi di periodo in area 19.800, da cui è stato violentemente respinto nelle ultime giornate.
Sarà importante che i corsi si mantengano al di sopra dei 19.000 punti, per evitare nuove incursioni ribassiste che potrebbero riportare l’indice a testare nuovamente i minimi della scorsa settimana in area 18.500. Cruciale sarà difendere quest’ultimo livello per scongiurare un deterioramento del quadro tecnico che costringerà a guardare subito al supporto successivo dei 18.000 punti.
La prossima settimana vede in agenda diversi dati macro soprattutto in America, ma si tratta di aggiornamenti non particolarmente rilevanti ad eccezione di alcuni come la fiducia Michigan di venerdì prossimo.
A Piazza Affari diversi titoli del settore bancario presenteranno i conti del quarto trimestre e dell’esercizio 2016 nel corso delle prossime sedute, ma l’attenzione sarà senza dubbio rivolta ad Unicredit visto che lunedì prenderà il via l’aumento di capitale.
A quanti sono fuori dal titolo sconsigliamo l’apertura di nuove posizioni, sia al rialzo che al ribasso, almeno nel breve, visto che la ricapitalizzazione potrà favorire con buona probabilità un aumento della volatilità che potrebbe rivelarsi difficile da gestire.
Visti i livelli raggiunti dai prezzi del petrolio consigliamo di monitorare i titoli oil e in particolare ENI che su tenuta dei 14,5 euro riconquistati grazie al buon rialzo registrato in chiusura di settimana potrà allungare il passo verso i 15 euro prima e i 15,4/15,5 euro in un secondo momento. Saipem sarà da prendere in considerazione in caso di rottura di 0,48 euro, con primo obiettivo a 0,5 euro e target successivo a 0,52/0,53 euro.
Da tenere d’occhio anche Telecom Italia, per il quale si può valutare un acquisto al superamento di area 0,84/0,85 euro, con primo obiettivi a 0,87 e a 0,9 euro, per poi puntare al target successivo a 0,92/0,93 euro.

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