ESMA, come passare al conto trader professionista con alta leva

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Come passare al conto trader professionista in base alle disposizioni ESMA

In Europe e in Italia vigono le misure ESMA in materia di strumenti e mercati finanziari, che hanno interessato in particolar modo il trading online. E, fra le altre cose, le nuove norme ESMA hanno presentato ai trader un dilemma: passare o no al conto professionale (detto anche conto professionista)?

La differenza tra il conto professionista e il conto normale è che con il conto professionale possono utilizzare leve più alte. Il conto trading base, invece, presenta limiti ben precisi, per la tutela del trader.

In questo articolo andremo a fare chiarezza sull’argomento.

Cosa si intende per conto trader professionista

Quando si apre un conto con un trading broker, ad un certo punto il cliente si ritrova a dover rispondere a questa domanda: vuoi passare o no a un conto professionista? Non si tratta di un’iniziativa personale dei singoli broker. Tale richiesta è richiesta dalla ESMA.

Vediamo quindi quali sono i requisiti richiesti per passare al conto professionista (occorre averne almeno 2 su 3):

  1. Avere esperienza nel settore finanziario, in un ruolo che richiede la conoscenza dei CFD e/o spreadbetting e/o del forex, per un periodo pari ad almeno un anno
  2. Aver effettuato ordini di dimensione (size) significativa almeno 10-30 volte in ognuno degli ultimi quattro trimestri (con qualsiasi broker)
  3. Detenere un portafoglio di investimenti (che può comprendere anche i risparmi liquidi, oltre agli strumenti finanziari) che superi i 500.000 euro (con qualsiasi broker)

Analizziamo questi tre punti, uno per uno.

Quali sono i requisiti richiesti dall'ESMA per diventare trader professionista

Primo requisito ESMA: esperienza nel trading

Eccoci al primo punto, quello più abbordabile. Avere svolto, per almeno un anno, un’attività che abbia dato modo di approfondire i CFD, le dinamiche dello spread, oppure il Forex. 

Se rientrate in questa casistitica, la buona notizia è che rispettate il primo requisito.

Certo, un conto è stare apposto da un punto di vista possiamo dire formale, un altro è la reale conoscenza degli aspetti che si ricollegano al trading ad alta leva. A tal proposito, il consiglio è quello di chiedersi se, in tutta sincerità, l’esperienza che abbiamo accumulato è tale per potere operare a certi livelli.

Secondo requisito ESMA: size significativa o considerevole, cosa significa?

Il secondo dei requisiti riguarda l’esperienza pratica, ovvero le operazioni di trading realmente effettuate. La size significativa o size considerevole altro non è che la dimensione delle operazioni, in termini di capitale nominale, sulle quali si sono aperte effettivamente delle posizioni di trading. Il capitale nominale è il valore sul quale si è negoziato.

Ad esempio, in una operazione con leva 1:300, in cui il margine era pari a 1.000, il capitale nominale era pari a 300.000 (ovvero 1.000 x 300). La parola “considerevole” perciò è riferita al valore su cui si negozia, e non tanto su quello che si è effettivamente investito, che comunque non deve essere neanche troppo inferiore a determinate somme.

La dimensione in sé non sarà stata difficile raggiungerla, nel caso abbiate fatto trading con leve di 1:100 – 1:300, ad esempio, mentre un problema può essere rappresentato dalla costanza, ovvero dal numero di operazioni richieste in un determinato periodo.

Abbiamo scritto 10-30 volte poiché a seconda del broker può variare. Si parte da 10 volte. 10 volte per ciascun trimestre dell’ultimo anno. Perciò occorre aver aperto una operazione “considerevole”, per almeno 10 volte per ciascuno degli ultimi 4 trimestri. Diciamo quindi con complessive 40 operazioni in un anno, distribuite nel tempo.

Terzo requisito ESMA: portafoglio investimenti di almeno 500 mila euro

Nella terza e ultima domanda del questionario ESMA si chiede al trader se detenga un portafoglio di investimenti (tra risparmi liquidi e strumenti finanziari) che superi i 500.000 euro (con qualsiasi broker)

Si tratta del requisito per certi versi più complesso. 500 mila euro non è una cifra da poco e c’è un ulteriore elemento che complica il tutto. A queste cifre, quando ci si arriva, si arriva con la finanza tradizionale, più che nel trading con CFD e Forex.

Qui si inserisce una piccola critica alla ESMA. Facciamo direttamente un esempio pratico.

Si supponga che un trader disponga di una liquidità o un numero di strumenti finanziari il cui valore superi i 500 mila euro. Dell’esperienza, in tale punto, non si tiene conto. A questo punto potreste pensare: è vero, ma del resto dell’esperienza si tiene già conto nel primo requisito. Si, ma per diventare trader professionista sono necessari, lo ripetiamo, due requisiti su tre. Quindi, di fatto, se un trader rispetta questo requisito e quello sulle dimensioni, può anche non avere nessuna esperienza nella negoziazione che è automaticamente dentro. Scelta discutibile e difficilmente comprensibile. Ci permettiamo di avanzare comunque un’ipotesi: forse si ritiene che chi disponga di tale somma non abbia problemi a perdere del denaro?

Molto probabilmente questa supposizione è sbagliata. Quali sarebbero dovuti essere, idealmente, i requisiti di cui tenere conto? Ovviamente, non è che ci sia una risposta univoca. Ma a nostro parere sarebbe stato preferibile tenere conto come punto fondamentale la conoscenza dei prodotto e, in secondo luogo, l’ammontare del portafoglio detenuto.

Protezione dal saldo negativo: occhio ai conti professionista offerti

Protezione dal saldo negativo, cosa è, quando è prevista

Dando un’occhiata ai siti dei broker CFD e Forex, si possono notare sulle homepage gli avvisi riguardanti alla nuova normativa ESMA e le condizioni offerte ai clienti che vogliono diventare professionisti.

A tal proposito è interessante notare come alcuni broker precisino che con l’adozione del conto professionista venga a mancare la protezione dal saldo negativo. Evidenziamo che si tratta dei broker che già prima della disposizione ESMA prevedevano lo sforamento dello “zero”, ovvero posizioni debitorie.

Al contrario, alcuni broker come Plus500 e eToro, offrivano prima la protezione dal saldo negativo e continuano ad offrirla anche adesso, sia per i conti normali che per i conti professionisti.

Leggi anche: come funziona Plus500

Quindi, oltre a rispondere positivamente o negativamente alle domande per diventare trader professionista ed evitare le limitazioni ESMA, tenete anche conto di questo aspetto. Per restare sempre “dove si tocca”, scegliete un broker con la protezione dal saldo negativo, come per l’appunto Plus500 e IQ Option, entrambi broker CFD.

Cosa succede se non divento professionista?

Chi non desidera aprire un conto professionista, può continuare a fare trading come sempre, ma a delle condizioni piuttosto limitative, che riguardano soprattutto le leve finanziarie applicate.

Ecco la lista della leva finanziaria massima applicata ai vari strumenti finanziari:

  • Coppie valutarie principali: la leva finanziaria massima è di 30:1
  • Coppie valutarie non principali, Oro e Indici principali: la leva finanziaria massima è di 20:1
  • Materie prime diverse dall’oro e Indici Azionari non rilevanti: la leva finanziaria massima è di 10:1
  • Singole azioni e altri valori di riferimento: la leva finanziaria massima è di 5:1
  • Criptovalute: la leva finanziaria massima è di 2:1.

Un aspetto positivo, invece, riguardante il conto normale (non professionista), è dato dalla protezione dal saldo negativo. Questa deve essere sempre garantita, anche da quei broker che normalmente non la offrono. Cosa significa protezione dal saldo negativo? Molto semplice, che il conto non può mai scendere sotto lo zero.

Un’altra nuova condizione per il conto non professionista, riguarda la chiusura della posizione in relazione al margine iniziale. In pratica, se il margine totale scende sotto quota 50% del margine iniziale, il broker è obbligato a chiudere una o più posizioni per fare tornare tale quota almeno al 50%.

Broker No ESMA, il trader si assume il rischio

Per quanto riguarda i broker regolamentati a livello europeo da CySEC e altri enti regolatori riconosciuti dalla UE, obbedienti al MiFID2 e iscritti al registro CONSOB, l‘adeguamento alle disposizioni ESMA è obbligatorio. Il cliente iscritto a questi broker può decidere se operare come cliente tutelato oppure come cliente professionista.

Per quel che riguarda, al contrario, i broker No ESMA, ovvero quelli che consentono di “aggirare” ESMA, vi consigliamo di muovervi con molta attenzione. Il rischio è quello di imbattersi in broker truffa, che non offrono nessuna garanzia.

Come maturare esperienza di trading

Per maturare esperienza nel trading è importante affiancare la pratica alla teoria. Una buona strategia potrebbe essere ad esempio quella di studiare guide al trading di qualità e al tempo stesso fare pratica con conti demo gratuiti. 

Risulta fondamentale, per chiunque voglia fare trading in modo professionale, seguire l’andamento e le notizie del mercato finanziario e approfondire poi gli aspetti che non si conoscono con materiale specifico.

A tal proposito vi consigliamo la nostra guida completa al trading con i CFD.

FAQ

Cos’è il conto trader professionista?

Si tratta di una particolare modalità di conto a cui è possibile accedere se si rispettano determinati requisiti. Consente di sfruttare leve più alte.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi di un conto professionista?

Passare ad un conto professionista presenta vantaggi e svantaggi. Da un lato si ha la possibilità di operare con leve finanziarie più alte, senza subire quindi quelle limitazioni che sono proprie dei conti ordinari. Lo svantaggio principale sta nel fatto che, in alcuni casi, si perde la protezione dal saldo negativo. Nel conto ordinario deve essere invece sempre garantita la protezione dal saldo negativo.

Quali sono i requisiti per l’apertura di un conto trader per professionisti?

Primo requisito: avere svolto, per un periodo minimo di un anno, un’attività per il cui svolgimento era necessario conoscere bene i CFD, le dinamiche dello spread, oppure il Forex. 
Secondo requisito: riguarda le dimensioni delle operazioni, in termini di capitale nominale. Bisogna avere aperto un’operazione considerevole per almeno 10 volte per ciascuno degli ultimi 4 semestri.
Terzo requisito: il portafoglio di investimenti deve superare i 500000 euro

Si può operare con broker No ESMA?

Operando con broker No ESMA si corrono una serie di rischi. Per questo motivo, se si opta per una piattaforma che consente di aggirare la normativa, si consiglia di fare molta attenzione, muovendosi con grande cautela.

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