HIVE firma un accordo IA da 220 milioni: il mining Bitcoin cerca un nuovo motore
HIVE chiude un contratto cloud da 220 milioni in Canada con Bell e Cohere, puntando su ricavi ricorrenti fuori dal mining Bitcoin.

HIVE Digital Technologies accelera la svolta oltre il mining di Bitcoin con un contratto cloud da 220 milioni di dollari in Canada. CoinDesk ha riportato che le azioni della società sono salite del 10% negli scambi pre-mercato di giovedì, dopo l’annuncio dell’intesa triennale con Bell Canada e Cohere. L’accordo prevede l’impiego di 2.304 processori grafici NVIDIA Grace Blackwell presso la struttura AI Fabric di Bell a Merritt, nella Columbia Britannica.
The Block ha indicato che il contratto riguarda un’infrastruttura di cloud sovrano destinata a essere distribuita in Canada entro l’inizio del 2027. La capacità di calcolo sarà gestita attraverso BUZZ, la divisione di HIVE dedicata al calcolo ad alte prestazioni, e servirà i modelli di intelligenza artificiale aziendali di Cohere per clienti pubblici e privati canadesi. Un punto centrale dell’operazione è che l’infrastruttura resterà su suolo canadese, in linea con l’obiettivo di Ottawa di ridurre la dipendenza da tecnologie di intelligenza artificiale controllate dall’estero.
Per HIVE, il contratto segna un passaggio industriale rilevante: dalla produzione di criptovaluta tramite macchine energivore a servizi di calcolo venduti a imprese e istituzioni. Secondo CoinDesk, l’avvio operativo è atteso tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, con circa 70 milioni di dollari di ricavi ricorrenti annui aggiuntivi. La società punta ora a superare i 100 milioni di dollari di ricavi ricorrenti contrattualizzati nel calcolo ad alte prestazioni, includendo circa 35 milioni già realizzati.
È una traiettoria che conferma quanto abbiamo analizzato sul tema dei minatori di Bitcoin e il conto dell’intelligenza artificiale: la riconversione verso l’IA promette nuove entrate, ma richiede capitali, energia e accordi commerciali di lungo periodo. Il contesto di mercato resta però meno lineare. Bitcoin scambia a 63.805,44 dollari, in calo dello 0,99% nelle ultime 24 ore, mentre gli operatori continuano a valutare tassi, liquidità e domanda istituzionale, come emerso anche nella nostra analisi su Fed dura e Bitcoin in arretramento.
Per chi segue il trading criptovalute, il caso HIVE mostra che le società quotate legate al settore non si muovono più soltanto in funzione del prezzo della moneta digitale. La convergenza tra data center, energia e reti blockchain sta diventando uno dei temi più sensibili per il settore. Non a caso, il legame tra fame di megawatt e infrastrutture digitali era già emerso nel nostro approfondimento su Bitcoin, intelligenza artificiale ed energia.
Per HIVE, il contratto canadese è quindi una prova commerciale importante: dimostrare che un minatore può trasformarsi in fornitore di capacità di calcolo senza perdere del tutto il legame con l’ecosistema da cui è nato.