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Miner Bitcoin, Bernstein vede ricavi IA in forte accelerazione

Bernstein avvia la copertura su TeraWulf e Cipher Digital: i miner Bitcoin diventano fornitori di energia per l’IA, con ricavi attesi al 2030.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
Miner Bitcoin, Bernstein vede ricavi IA in forte accelerazione

I miner di Bitcoin stanno cambiando pelle: non più soltanto operatori legati alla validazione della rete, ma proprietari di infrastrutture elettriche appetibili per i centri dati dell’intelligenza artificiale. Decrypt ha riportato che Bernstein vede in questo passaggio una delle trasformazioni più rilevanti del settore, con i miner sempre più vicini al ruolo di fornitori di capacità energetica per le grandi società tecnologiche. La banca d’affari ha avviato la copertura su TeraWulf e Cipher Digital con un giudizio equivalente a rendimento superiore al mercato, secondo quanto indicato da The Block. Gli obiettivi di prezzo sono stati fissati a 36 dollari per TeraWulf e 32 dollari per Cipher Digital. Bernstein stima inoltre che i ricavi legati all’intelligenza artificiale per le società seguite possano salire da 1,2 miliardi di dollari quest’anno a 10,7 miliardi entro il 2030. Il cuore della tesi è la disponibilità di energia già contrattualizzata o rapidamente utilizzabile. Decrypt ha indicato che, negli ultimi due anni, i miner hanno concluso 17 accordi per oltre 110 miliardi di dollari, mettendo a disposizione circa 6 gigawatt di potenza a clienti e partner tra cui Google, Amazon, Microsoft, NVIDIA e CoreWeave. La capacità citata equivarrebbe a circa un decimo dei centri dati per intelligenza artificiale oggi in costruzione negli Stati Uniti. La posizione competitiva dei miner nasce da anni di investimenti in siti ad alta intensità energetica, connessioni alla rete e gestione operativa continua. Bernstein attribuisce valore anche al portafoglio potenziale di circa 30 gigawatt del settore e alla presenza di strutture dove l’energia è già disponibile, riducendo i tempi di avvio per i clienti dell’intelligenza artificiale. Per chi segue il mercato da un’ottica più ampia, il tema resta distinto dalle strategie per comprare Bitcoin, perché qui il nodo principale è l’infrastruttura elettrica, non l’esposizione diretta alla moneta digitale. La lettura di Bernstein si inserisce in una fase in cui Wall Street continua a privilegiare i titoli collegati all’intelligenza artificiale, mentre il mercato delle criptovalute resta più selettivo. Nei giorni scorsi abbiamo analizzato la possibile rotazione di capitali verso l’IA, un movimento che ha pesato anche sulla percezione degli investitori verso Bitcoin. La pressione non ha riguardato solo la principale criptovaluta: il ribasso recente ha coinvolto anche token come NEAR Protocol, al centro del nostro approfondimento sul rimbalzo di Bitcoin e sulle vendite sulle altcoin. Il passaggio dal mining puro ai servizi per centri dati non è però privo di rischi. I contratti pluriennali richiedono capitale, autorizzazioni, connessioni affidabili e capacità di consegna in tempi stretti; non tutti gli operatori avranno lo stesso accesso a finanziamenti e siti idonei. Per il mercato europeo, la notizia non coinvolge direttamente gruppi finanziari tradizionali come Generali, ma conferma quanto il tema energia-infrastrutture stia diventando trasversale tra tecnologia, mercati azionari e criptovalute. Il rischio industriale resta quindi centrale. Se la previsione di Bernstein si confermerà, una parte dei ricavi dei miner potrebbe diventare meno dipendente dal ciclo dei prezzi della criptovaluta e più legata a contratti di fornitura infrastrutturale. È un cambio di profilo che arriva mentre il settore affronta deflussi, volatilità e maggiore attenzione degli investitori istituzionali, come emerso anche nel nostro aggiornamento sugli ETF Bitcoin e sulla corsa dell’IA a Wall Street. Per i miner, la partita dei prossimi anni potrebbe giocarsi sempre meno sull’hashrate e sempre più sui ricavi ricorrenti da energia e centri dati. ### Fonti - Decrypt

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