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HyperFund, Bitcoin Rodney ammette il ruolo nella frode da 1,8 mld

Rodney Burton si dichiara colpevole a Baltimora per servizi di trasferimento denaro senza licenza legati alla frode HyperFund da 1,8 miliardi.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
3 min di lettura news
HyperFund, Bitcoin Rodney ammette il ruolo nella frode da 1,8 mld

Il caso non riguarda il prezzo di Bitcoin, ma uno dei capitoli giudiziari più rilevanti legati all’uso illecito del suo nome nel settore delle criptovalute. Rodney Burton, 56 anni, noto online come «Bitcoin Rodney», si è dichiarato colpevole davanti a una corte federale di Baltimora per il suo ruolo in una vicenda collegata a HyperFund, schema che i procuratori statunitensi descrivono come una frode globale da 1,8 miliardi di dollari. The Block ha riportato che Burton ha ammesso la propria responsabilità in tribunale in relazione a HyperFund, piattaforma presentata agli investitori come veicolo di investimento in criptovalute. Decrypt ha indicato che l’ammissione riguarda una cospirazione per gestire un’attività di trasmissione di denaro senza licenza, collegata alla raccolta e al passaggio di fondi degli investitori.

Secondo i procuratori, HyperFund non era la struttura legittima descritta nelle campagne promozionali, ma parte di una più ampia operazione fraudolenta. La contestazione copre il periodo tra giugno 2020 e gennaio 2022, quando Burton avrebbe contribuito a promuovere il progetto e a fornire servizi finanziari non autorizzati. La piattaforma prometteva rendimenti giornalieri dello 0,5%-1% su pacchetti definiti come adesioni, fino al raddoppio o alla triplicazione del capitale iniziale.

Proprio la combinazione tra promesse di ritorni costanti e linguaggio da finanza digitale resta uno dei segnali di rischio ricorrenti anche per chi si avvicina alla nostra guida al trading di criptovalute. I documenti giudiziari citati dalle fonti statunitensi indicano che HyperFund attribuiva i pagamenti anche a presunte attività di estrazione di criptovalute su larga scala. I procuratori sostengono però che tali operazioni di mining non esistessero, un punto che rende il caso particolarmente sensibile in una fase in cui il settore minerario cerca di distinguere attività industriali reali e narrazioni speculative.

Il tema è tornato d’attualità anche con l’analisi su HIVE e l’accordo IA da 220 milioni, che mostra quanto il mining legittimo stia cambiando modello economico. Secondo Decrypt, nel 2021 HyperFund avrebbe iniziato a bloccare i prelievi degli investitori, un passaggio spesso decisivo nei procedimenti sulle frodi finanziarie digitali. Burton è accusato di aver controllato una rete di società formalmente dedicate alla consulenza, ma utilizzate in realtà come canali di trasferimento fondi senza autorizzazione.

I procuratori sostengono inoltre che abbia incassato personalmente oltre 7,8 milioni di dollari dallo schema. Il procedimento arriva mentre negli Stati Uniti resta alta l’attenzione sul confine tra innovazione finanziaria, intermediazione e obblighi di licenza. Non si tratta di una questione marginale per il mercato: la stessa pressione regolatoria è emersa nel confronto tra CME e CFTC sui derivati perpetui collegati a Bitcoin, dove il nodo è la supervisione degli strumenti offerti agli investitori.

In casi come HyperFund, però, il tema non è la struttura di mercato, ma l’accusa di avere usato promesse di rendimento e circuiti non autorizzati per attrarre capitali. Per gli investitori al dettaglio, la vicenda conferma la fragilità dei progetti che associano il marchio delle criptovalute a rendimenti prefissati e poco verificabili. Chi cerca informazioni per comprare Bitcoin incontra spesso un ecosistema molto diverso dai casi giudiziari: da un lato l’asset quotato e negoziato sui mercati, dall’altro piattaforme private che promettono performance automatiche.

La distinzione è cruciale anche alla luce delle discussioni su custodia, fondi e coperture, come evidenziato nell’approfondimento su put a 62.000 dollari e deflussi dagli ETF. Il nome «Bitcoin Rodney» mostra infine quanto l’associazione con un asset noto possa diventare uno strumento di marketing anche in operazioni contestate dalle autorità. Le pagine di quotazione di Bitcoin raccontano una dinamica di mercato trasparente e verificabile, mentre il caso HyperFund resta sul terreno giudiziario e dipenderà dai prossimi passaggi della corte federale.

In parallelo, l’industria continua a misurarsi con regole locali sempre più dettagliate, come nel caso della tassa dell’Illinois sulle transazioni in Bitcoin.

Fonti - The Block

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