Bitdeer estrae più BTC, ma il tesoro cala e pesa la svolta IA
Bitdeer ha estratto 921 BTC a maggio, ma la cassa in Bitcoin è scesa a 171 monete mentre cresce il progetto di infrastrutture per l'IA.

Bitdeer Technologies Group ha aumentato con forza la produzione di Bitcoin, ma il calo della riserva in monete riporta al centro la domanda su come il gruppo stia finanziando la propria espansione nell’intelligenza artificiale. CryptoProwl ha riportato che la società con sede a Singapore ha estratto 921 BTC a maggio, un incremento del 370% su base annua, mentre il saldo in tesoreria è sceso a 171 BTC. La crescita operativa è stata netta: la potenza di calcolo destinata all’estrazione per conto proprio è salita a 70,2 EH/s, mentre quella complessiva gestita dal gruppo ha raggiunto 83,1 EH/s.
Le macchine dedicate all’estrazione diretta sono arrivate a 231.000 unità, un’espansione che arriva in una fase delicata per il settore, già messo sotto pressione dal tema dei costi come osservato nel nostro approfondimento su Bitcoin sotto costo di estrazione. Per chi segue il ciclo industriale legato a comprare Bitcoin, il dato conferma che la scala resta decisiva, ma non elimina il problema della liquidità. Il contrasto tra produzione e cassa era già emerso nei conti del primo trimestre 2026.
Bitdeer ha estratto 2.033 BTC nel periodo, contro 350 BTC dell’anno precedente, e ha portato i ricavi a 188,9 milioni di dollari da 70,1 milioni; il risultato netto è però rimasto negativo per 159,5 milioni di dollari. Alla fine del trimestre la società deteneva 31 BTC, contro 1.156 un anno prima, un tema che richiama le tensioni già viste nelle società con tesorerie in moneta digitale, come nel caso analizzato su Strategy e le riserve Bitcoin. La seconda gamba della strategia è l’infrastruttura per l’intelligenza artificiale.
I ricavi annualizzati della divisione IA in nuvola sono rimasti vicini a 69 milioni di dollari a maggio, con un utilizzo delle GPU al 90%, mentre Bitdeer ha avviato due cluster GB300 NVL72 basati su NVIDIA. Il sito di Tydal, in Norvegia, resta inoltre in trattative avanzate con un potenziale cliente per servizi di colocazione, un passaggio che avvicina Bitdeer al percorso di altri operatori dell’estrazione, come visto nella notizia su HIVE e l’accordo IA in Canada. Sul mercato, il Bitcoin scambia a 64.021,5 dollari, in calo dello 0,31% nelle ultime 24 ore, un movimento contenuto ma sufficiente a mantenere alta l’attenzione sui margini degli estrattori.
La sensibilità agli asset digitali resta ampia: NEAR Protocol è stato al centro delle pressioni recenti insieme ai titoli tecnologici, come ricostruito nell’analisi su Hormuz, future Usa e NVIDIA. Per Bitdeer, però, il punto non è soltanto il prezzo della moneta, ma la capacità di trasformare potenza elettrica e macchine in flussi di cassa sostenibili. La vicenda mostra anche quanto sia diventata sottile la linea tra società di estrazione e infrastrutture tecnologiche.
In un mercato azionario dove gli investitori confrontano profili molto diversi, da Generali ai gruppi esposti all’intelligenza artificiale, Bitdeer viene valutata sempre meno come semplice produttore di BTC e sempre più come piattaforma energetica e computazionale. Finché la tesoreria continuerà a ridursi mentre l’espansione accelera, il mercato guarderà con attenzione a vendite di monete, investimenti in GPU e nuovi contratti di colocazione.