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Coinbase avverte sui Bitcoin vulnerabili al rischio quantistico

Coinbase segnala il rischio quantistico legato al riuso degli indirizzi Bitcoin: tra le ipotesi migrazione entro scadenza e congelamento dei fondi vulnerabili.

Paolo Ferrari
Paolo Ferrari · Trader & Founder · Milano, 1980
2 min di lettura news
Coinbase avverte sui Bitcoin vulnerabili al rischio quantistico

Bitcoin torna al centro del dibattito sulla sicurezza dopo un rapporto di Coinbase dedicato al rischio dei computer quantistici. The Block ha riportato che l’analisi segnala portafogli freddi di piattaforme di scambio tra i fondi potenzialmente esposti, insieme a milioni di BTC interessati dal riutilizzo degli indirizzi. Il punto tecnico riguarda il riutilizzo degli indirizzi, pratica che può aumentare la superficie di rischio in uno scenario in cui macchine quantistiche sufficientemente potenti riuscissero ad attaccare alcuni schemi crittografici.

Per chi segue il tema anche da una prospettiva operativa, la nostra guida su come comprare Bitcoin ricorda che la custodia resta una parte centrale dell’esposizione alla principale criptovaluta. La parte più delicata del rapporto riguarda i fondi che non si muovono più da anni, perché non è sempre possibile capire se siano davvero abbandonati o semplicemente conservati a lungo termine. Il tema si collega al nodo dei vecchi portafogli già affrontato nel nostro approfondimento su Bitcoin e computer quantistici, dove il rischio non è presentato come immediato ma come una questione di preparazione dell’ecosistema.

Secondo quanto riportato da The Block, tra le possibili soluzioni discusse nel rapporto compare l’idea di fissare una scadenza di migrazione per spostare i fondi vulnerabili verso schemi più sicuri. Dopo quel termine, una delle ipotesi sarebbe il congelamento delle monete considerate esposte, una misura che toccherebbe direttamente il tema della proprietà e dell’immutabilità della rete. Sul mercato, Bitcoin scambia a 64.092,15 dollari, in rialzo dello 0,87% nelle ultime 24 ore.

Il movimento resta contenuto e non segnala, al momento, una reazione di panico alla discussione tecnica, che riguarda soprattutto orizzonti di sicurezza di lungo periodo e scelte di coordinamento tra sviluppatori, custodi e utilizzatori. La questione arriva in una fase in cui il mercato sta già valutando altri fattori, dagli afflussi dei fondi quotati alla domanda istituzionale. Nei giorni scorsi abbiamo analizzato il recupero vicino a 63.000 dollari e il ruolo degli ETF su Bitcoin, mentre un altro fronte riguarda le società che accumulano BTC in bilancio, come discusso nell’articolo su Saylor e i giganti tecnologici.

Il possibile congelamento dei fondi vulnerabili aprirebbe però un terreno diverso da quello dei prezzi. Una misura simile richiederebbe consenso tecnico e sociale, perché inciderebbe su monete che potrebbero appartenere a utenti ancora attivi ma non disposti, o non in grado, di firmare una transazione entro una finestra stabilita. Per l’ecosistema, il rapporto di Coinbase ha quindi il merito di spostare il confronto dal rischio astratto alla gestione pratica delle monete esposte.

Il passaggio cruciale sarà capire se la comunità preferirà soluzioni volontarie, incentivi alla migrazione o interventi più rigidi, sapendo che ogni scelta sul rischio quantistico può diventare anche un precedente di governance per la rete.

Fonti - The Block

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